fbpx Il grande magnete al centro del mondo | Scienza in rete

Il grande magnete al centro del mondo

Read time: 1 min

Accurate misurazioni del moto di precessione del nostro pianeta hanno permesso a un geofisico dell'Università di Berkeley di misurare per la prima volta l'intensità del campo magnetico del nucleo terrestre.
L'importante risultato, pubblicato qualche giorno fa su Nature, è stato ottenuto da Bruce A. Buffett, che ha accuratamente misurato le piccole variazioni del moto di precessione del nostro pianeta rispetto a quello previsto. Da questi scostamenti, infatti, è possibile risalire all'azione che il campo magnetico del nucleo terrestre più interno esercita sul guscio fluido che lo circonda e dunque all'intensità di tale campo. Per determinare queste minime variazioni nel moto di rotazione della Terra intorno al suo asse, il geofisico ha utilizzato come riferimento le emissioni radio di alcuni quasar, radiogalassie attive molto distanti.
Il valore ottenuto è di 25 Gauss, circa 50 volte più intenso del campo magnetico che si rileva sulla superficie terrestre e che permette alle nostre bussole di funzionare indicandoci il nord. Questo valore, che si colloca più o meno a metà del range finora ipotizzato dai geofisici, permetterà ai ricercatori una attendibile valutazione delle possibili fonti termiche che mantengono fluido il nucleo esterno della Terra. Un valore elevato, infatti, richiederebbe un pesante apporto termico da decadimento radioattivo, mentre per giustificare un debole campo magnetico basterebbe un apporto davvero minimo.

Berkeley University

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Geofisica

prossimo articolo

A OrvietoScienza2026 si parlerà anche di minerali per la transizione

batteria al litio

Dal 19 al 21 febbraio prossimi si terrà l'OrvietoScienza2026, festival che ormai da anni anima la cittadina umbra grazie all’impegno dell’Istituto di Istruzione Superiore Majorana-Maitani. Il tema di quest’anno è la transizione ecologica e le conferenze proposte toccano i temi che ormai tutti abbiamo imparato ad associare alla riduzione delle emissioni di gas serra. Energie rinnovabili, auto elettrica, batterie e accumulo, reti elettriche, ma anche giustizia climatica e altro.

Immagine di cebbi via Pixabay

Sui minerali necessari alla transizione si parla ormai da anni, anche perché sono sostanze che ci servono già per le tecnologie oggi in uso (come i cellulari). Nonostante sia previsto un aumento di estrazioni vista la domanda crescente, allo stesso tempo è richiesta una fortissima diminuzione dell’estrazione di combustibili fossili: il netto produrrebbe una minore presenza di punti estrattivi nel mondo rispetto a ora.