Secondo un team di antropologi, a condurre i Neanderthal all'estinzione furono i cambiamenti climatici indotti da massicce eruzioni vulcaniche verificatesi in Europa e Asia.
La ricerca, pubblicata su Current Anthropology, è opera di Liubov Vitaliena Golovanova (ANO Laboratory of Prehistory di San Pietroburgo) e collaboratori e si basa su quanto scoperto nella grotta di Mezmaiskaya, sulle montagne del Caucaso, una grotta è ben nota a chi si occupa dei Neanderthal per la sua ricchezza di utensili e ossa di quella civiltà. Dagli scavi è emersa la presenza di due distinti strati di cenere vulcanica risalenti a circa 40 mila anni fa il cui studio ha mostrato una notevole riduzione di pollini rispetto agli strati adiacenti, segno di drammatici cambiamenti climatici. Il più recente dei due strati, inoltre, sembra segnare il termine della presenza dei Neanderthal a Mezmaiskaya
I ricercatori ritengono che l'improvviso mutamento del clima indotto dalle eruzioni vulcaniche – la prima riconducibile all'evento noto come Campanian Ignimbrite responsabile della formazione dei Campi Flegrei in Campania e la seconda dovuta a un vulcano caucasico – abbia drammaticamente distrutto le nicchie ecologiche occupate dai Neanderthal decretando la loro scomparsa.
Gli antenati dell'uomo moderno coevi ai Neanderthal sopravvissero perché ebbero la fortuna di occupare regioni più meridionali e risentirono molto meno di quel repentino e drammatico “inverno vulcanico”. Secondo i ricercatori, dunque, il principale vantaggio dell'uomo moderno rispetto ai cugini neanderthaliani sarebbe stato una più fortunata distribuzione geografica.
Neanderthal cancellati dai vulcani
prossimo articolo
Come l’intelligenza artificiale sta reinventando la chimica

L’intelligenza artificiale sta trasformando la ricerca scientifica ben oltre la semplice scrittura automatica, entrando nel cuore dei processi di scoperta. In chimica, agenti autonomi basati su modelli linguistici progettano molecole, pianificano sintesi e persino eseguono esperimenti, accelerando tempi e riducendo costi. Ci sono opportunità straordinarie, affiancate però a rischi concreti.
L’intelligenza artificiale generativa, e in particolare i Large Language Models (LLM), ha già cambiato radicalmente il modo in cui si fa scienza. Il classico esempio spesso portato all’attenzione del pubblico è sicuramente l’utilizzo di questo tipo di strumento per la scrittura di articoli scientifici o per la creazione di immagini a corredo di tali articoli, con risultati che a volte sono anche involontariamente comici.