L'analisi di un campione di quasi 30 mila galassie conferma che i sistemi stellari come la nostra Via Lattea sono quelli che si sono formati più facilmente e per quasi 4 miliardi di anni sono stati i sovrani incontrastati dell'universo.
Dagli anni Settanta gli astronomi sanno che la luminosità superficiale delle regioni che costituiscono il disco delle galassie è pressoché costante e in linea con quella misurabile per la Via Lattea. Questa caratteristica è nota come legge di Freeman e prende il nome dal primo che la descrisse, l'astronomo australiano Ken Freeman.
Finora il campione su cui verificare la legge era stato sempre limitato a poche decine di esemplari, ma nello studio compiuto da Kambiz Fathi (Università di Stoccolma) e pubblicato su Astrophysical Journal Letters sono state prese in considerazione quasi 30 mila galassie contenute nella Sloan Digital Sky Survey. Sfruttando le potenzialità dell'European Virtual Observatory, Fathi ha esaminato accuratamente le immagini di queste galassie stimando il numero di stelle presenti nelle regioni in cui si dipartono i bracci a spirale e ottenendo una piena conferma della legge di Freeman.
Poiché l'osservazione delle galassie più distanti ci dà informazioni sul passato dell'universo, dalle analisi è stato possibile ottenere una conferma del ruolo chiave delle galassie a spirale come la nostra, formatesi più facilmente delle altre e per lungo tempo dominatrici dell'universo.
Una galassia modello
prossimo articolo
Neanderthal dal dentista?

Dagli oranghi che si spalmano impacchi vegetali contro l’infiammazione, fino alle api che difendono l’alveare con sostanze antimicrobiche: la medicina che conosciamo ha radici molto profonde, antiche e condivise. Alice Mosconi ci porta in un viaggio nella zoofarmacognosia, nel quale sfuma il confine tra istinto, apprendimento e cultura, nel quale si incontrano specie lontane e vicine, dagli oranghi di Borneo ai nostri antenati tra i ghiacci delle Alpi. In una storia naturale della cura prima dei camici bianchi.
Nell'immagine di copertina: elaborazione grafica da Zubova AV et al, PLOS One (2026). Licenza: CC BY 4.0
Quando pensiamo alla medicina, la immaginiamo come una pratica relativamente recente (almeno quella che funziona) e appannaggio solo della nostra specie. Ma la ricerca del benessere, o, per lo meno, il tentativo di alleviare il dolore o combattere una malattia è qualcosa di molto più antico e molto più diffuso anche negli animali non umani di quanto siamo disposti ad ammettere.