fbpx Stormi all'unisono | Page 12 | Scienza in rete

Stormi all'unisono

Read time: 2 mins

Uno studio di recente pubblicazione prova a ricostruire i meccanismi che in uno stormo di uccelli governano con sorprendente sincronia gli spostamenti e le decisioni del gruppo.

Ancora non esiste un modello universalmente accettato che riesca a spiegare su cosa si basi il comportamento collettivo di animali che vivono in gruppo, siano essi sciami di api, stormi di uccelli o branchi di pesci. Kunal Bhattacharya e Tamás Vicsek (Università di Budapest) hanno provato ad applicare un semplice modello matematico per indagare come in uno stormo si giunga alla decisione collettiva di cambiare direzione o di posarsi al suolo.

Per ogni individuo della simulazione vengono presi in considerazione alcuni parametri quali posizione e velocità e si valuta come la decisione collettiva sia influenzata da tali parametri. Nello studio, pubblicato sul New Journal of Physics, si nota che, in mancanza di un individuo con l'indiscusso ruolo di leader, giocano un ruolo chiave le perturbazioni alle quali ciascun elemento del gruppo è soggetto. E' un po' come per le minuscole frane che si possono osservare in un mucchietto di sabbia il cui elemento scatenante può sembrare un singolo granello, ma che hanno la loro origine più a monte, in un continuo sovrapporsi di perturbazioni apparentemente insignificanti.

Giungere a un modello matematico attendibile non solo spiegherebbe le evoluzioni degli stormi di uccelli, ma troverebbe applicazione anche in situazioni ben più importanti quale, per esempio, l'evoluzione del mercato.

Institute of Physics

Autori: 
Sezioni: 
Zoologia

prossimo articolo

L’epilessia è un racconto da ascoltare

Lo scrittore epilettico Dostoevskij

Nel mondo l'epilessia colpisce tra i 50 e i 52 milioni di persone, in Italia tra le 5 e le 600.000 e di queste circa 125.00 all’anno si scoprono resistenti ai farmaci disponibili. Le cause delle crisi negli adulti sono ancora sconosciute nel 50% dei casi. C’è ancora davvero molto da scoprire e da ascoltare delle esperienze di chi ne soffre.

Forse quasi un ossimoro, Marcel Proust è ormai la memoria dei nostri giorni, aggiunta la considerazione quasi banale del Il tempo ritrovato che «ogni lettore, quando legge, legge se stesso». Il fatto è che il Dna con il quale Proust visse ottenendo i risultati che conosciamo gli aveva tirato un brutto scherzo creando un’asma bronchiale all’interno dei suoi polmoni.