L'osservatorio spaziale Herschel è finalmente riuscito a scoprire l'origine del gigantesco bozzolo di vapore d'acqua che avvolge una stella morente nella costellazione del Leone.
Quando gli astronomi, una decina d'anni fa, scoprirono quella nube di vapore intorno a CW Leonis rimasero piuttosto perplessi. Da dove proveniva tutta quell'acqua che avvolgeva una stella ormai giunta al termine della sua evoluzione? Allora si sospettò potesse trattarsi di qualche cometa o addirittura di piccoli pianeti fatti evaporare dall'intenso calore della stella, ma l'idea non convinceva del tutto.
Nuove e più accurate osservazioni compiute da PACS (Photodetecting Array Camera and Spectrometer) e SPIRE (Spectral and Photometric Imaging Receiver), due strumenti a bordo dell'osservatorio orbitante Herschel, hanno permesso di scartare quell'ipotesi scoprendo che all'origine di quel bozzolo vi è l'intensa radiazione ultravioletta emessa dalle stelle vicine.
Nel nuovo scenario, dunque, il materiale che circonda CW Leonis, espulso dalla stella nelle fasi precedenti della sua esistenza, verrebbe bersagliato dalla radiazione ultravioletta emessa dalle stelle circostanti. Col risultato che molecole come il monossido di carbonio verrebbero spezzate e l'ossigeno liberato si combinerebbe con le molecole di idrogeno originando acqua in grande quantità. Secondo gli astronomi sarebbe l'unico meccanismo in grado di giustificare l'ampio intervallo di temperature (da -200°C a +800 °C) che caratterizza quell'acqua.
Ricetta per l'acqua cosmica
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Nipah, in Europa il virus non spaventa. Ma il contesto sì

Durante la pandemia di Covid-19 il film Contagion sembrò anticipare la realtà: zoonosi, risposta sanitaria globale, disinformazione. Oggi un focolaio di Nipah virus in India riporta l’attenzione su questi scenari. Il rischio per l’Europa resta basso, ma il contesto è cambiato: la cooperazione internazionale è più fragile, dopo il ritiro degli Stati Uniti dall’Organizzazione mondiale della sanità. La domanda non è se scattare l’allarme, ma come rafforzare una risposta globale efficace.
In copertina: fotografia al microscopio ottico del Nipah virus. Crediti NIAID/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY 2.0
Durante la pandemia da Covid-19, il film Contagion del 2011 ebbe un picco di popolarità, perché in effetti la risposta della comunità internazionale (tra cui i CDC statunitensi erano in prima fila) alla minaccia di una pandemia aveva parecchie somiglianze con quello che stava succedendo nel mondo al di fuori dello schermo. Nel film, il virus che causava appunto il contagio era sconosciuto, proveniva dal mondo animale, più precisamente dai pipistrelli che, disturbati dalle attività umane nel loro habitat naturale, andavano a infettare dei maiali.