Il devastante sisma che colpì Samoa e Tonga quasi un anno fa sarebbe stato in realtà un terremoto triplo nel quale un primo evento più intenso ne avrebbe scatenati altri due.
Due distinti gruppi di studio hanno riportato su Nature la vera natura del terremoto e del conseguente tsunami che il 29 settembre 2009 devastarono Samoa e Tonga mietendo quasi 200 vittime. Il primo studio, compiuto dal team di John Beavan (GNS Science), si è basato sull'analisi dei segnali GPS mentre il secondo, opera del team di Thorne Lay (University of California), ha analizzato i dati raccolti dalle stazioni sismiche.
Inizialmente i geologi ritenevano di essere in presenza di un unico sisma particolarmente intenso e prolungato, ma l'analisi dei dati ha permesso di svelare la vera natura dell'evento. Dagli studi, infatti, è emerso che a un primo intenso sisma di magnitudo 8.1 sono seguiti nel volgere di un paio di minuti altri due eventi leggermente meno intensi ma anch'essi direttamente responsabili della devastazione e delle onde di tsunami. Il primo, di magnitudo 7.8, è iniziato tra i 49 e gli 89 secondi dopo quello principale, mentre il secondo, anch'esso di magnitudo 7.8, si è innescato tra i 90 e i 130 secondo dopo il primo sisma. Secondo gli esperti l'energia complessiva rilasciata dai due eventi di minore intensità sarebbe paragonabile a quella derivante da un singolo sisma di magnitudo 8.
Colpo triplo
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Una ricerca italiana pubblicata su Physical Review Letters dimostra che circuiti fotonici quantistici si comportano spontaneamente come reti neurali. E apre un varco tra due delle scoperte premiate con il Nobel per la Fisica in anni recenti — proprio mentre Giorgio Parisi, nell'ultimo suo libro, ci invita a cercare le simmetrie che la natura nasconde sotto la superficie apparente delle cose.
Immagine: Sistema fotonico per simulare reti neurali, CNR.
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