Diffusa dall'ESO la fantastica immagine ripresa da VISTA della Nebulosa Tarantola, una regione di intensa formazione stellare appartenente alla Grande Nube di Magellano.
Se la qualità e la bellezza dell'immagine bastano ad appagare i non addetti ai lavori, per gli astronomi è necessario contenga anche dell'altro. E di dati importanti ce n'è un bel po' nell'immagine infrarossa raccolta dalla fotocamera di 67 megapixel di VISTA, una delle ultime della sua survey volta allo studio delle Nubi di Magellano.
La Nebulosa Tarantola è infatti una tra le più attive regioni di formazione stellare – dunque soggetto ideale per chi studia come nascono le stelle – e la ripresa infrarossa riesce a penetrare i gusci di polveri che avvolgono come bozzoli le stelle nascenti. Proprio nel cuore della nebulosa vi è RMC 136, un esteso ammasso stellare nel quale sono state individuate le stelle più massicce che si conoscano.
Tra le circa 100 mila stelle che lo compongono, infatti, ve ne sono quattro che superano la soglia delle 150 masse solari, ritenuta dalle attuali teorie di formazione stellare una sorta di massa limite. Una di esse poi, battezzata R136a1, raggiunge la massa record di 265 masse solari. Tenendo conto che, nel corso della loro evoluzione, queste stelle massicce disperdono una gran quantità di materia nello spazio, si è potuto stimare che R136a1 possedeva una massa iniziale di 320 masse solari, oltre il doppio dei limiti teorici.
VISTA sulla Tarantola
prossimo articolo
Un cuore bruciato: la sanità è un sistema complesso

Si fa quasi fatica a parlarne ancora, perché troppo è stato il clamore mediatico, a tratti scomposto. Così non si è ottenuta la sola cosa davvero importante: individuare quello che non ha funzionato e correggerlo. Si è rotto, invece, il rapporto di fiducia tra i sanitari e le persone, mettendo in crisi una struttura di riferimento per la Campania. Non è così che si rende giustizia a Domenico.
La morte di un paziente è sempre una sconfitta. Quando avviene per un errore, segna profondamente la coscienza del medico, dell’équipe e dell’intero sistema sanitario. Quando il paziente è un bambino, la sconfitta diventa ancora più dolorosa.
La medicina ha il dovere di analizzare ciò che accade, riconoscere eventuali errori e fare in modo che non si ripetano, e lo fa ogni volta che si verifica un qualsiasi evento avverso. La giustizia ha il compito di accertare i fatti, individuare le responsabilità e punire se necessario.