Osservata la risposta evolutiva messa in atto da una specie di pesci per adattarsi al mutamento delle condizioni ambientali: si tratta della più rapida mai registrata finora.
In origine lo spinarello (Gasterosteus aculeatus) era una specie marina, ma dopo l'ultima glaciazione è diventato un ospite anche di laghi e fiumi, adattandosi perfettamente anche alla differente condizione climatica. Per ricostruire il percorso di questo adattamento e la rapidità con cui è avvenuto, Rowan Barrett (UBC Department of Zoology) e i suoi collaboratori hanno introdotto spinarelli marini in un bacino d'acqua dolce. L'osservazione sul campo ha mostrato che nel volgere di tre generazioni (tre anni) gli spinarelli si sono adattati al nuovo ambiente nonostante questo fosse caratterizzato da una temperatura più bassa (circa 2,5 gradi) di quella da cui provenivano.
Nello studio, pubblicato su Proceedings of the Royal Society B, si evidenzia come questo adattamento non sia affatto indolore. La risposta evolutiva, infatti, ha comportato una selezione così drastica da mettere quasi a repentaglio la sopravvivenza stessa della popolazione.
Evoluzione in tempi record
prossimo articolo
L’economia europea ha un centro di gravità?

Le guerre non colpiscono tutte allo stesso modo l’economia globale: molto dipende da dove esplodono. Un nuovo studio applica al commercio internazionale un modello ispirato alla fisica, interpretando i mercati europei come un vero e proprio “campo gravitazionale”. Le simulazioni mostrano che i conflitti localizzati nei nodi centrali delle reti produttive e commerciali europee — dal nord Italia al Benelux — possono generare effetti destabilizzanti molto più ampi rispetto a guerre periferiche. E propone quindi un approccio interdisciplinare che aiuta a leggere il legame sempre più stretto tra geopolitica, interdipendenza economica e stabilità del continente.
Le guerre e le tensioni geopolitiche non colpiscono tutti i mercati allo stesso modo. Alcuni conflitti producono effetti economici limitati, mentre altri possono destabilizzare intere aree commerciali. Un recente studio che abbiamo pubblicato su Conflict Resolution Quarterly propone un modello interdisciplinare tra economia e fisica che interpreta i mercati internazionali come «campi gravitazionali».