In uno studio si suggerisce che il nucleo più interno della Terra è soggetto a un processo di continua fusione e solidificazione, un ciclo che lo porta a rinnovarsi completamente in 100 milioni di anni.
A proporre questo scenario sono Thierry Alboussière, Renaud Deguen e Mickaël Melzani (Laboratoire de Géophysique Interne et Tectonophysique - CNRS) in una ricerca pubblicata su Nature nei giorni scorsi. Secondo i tre geofisici il nucleo più interno del nostro pianeta, costituito da metallo cristallizzato, sarebbe coinvolto in due processi contrastanti. Verso ovest agirebbe un processo di solidificazione che porta a inglobare nel nucleo parte dello strato fluido che lo avvolge, mentre verso est sarebbero all'opera processi di fusione. L'evidente asimmetria risultante tra i due emisferi del nucleo potrebbe spiegare lo strano comportamento delle onde sismiche noto come East-West asymmetry. Il risultato di questo processo sarebbe il continuo rinnovamento della composizione del nucleo nel volgere di 100 milioni di anni.
Poiché il processo coinvolge lo strato fluido del nucleo ritenuto responsabile della generazione del campo magnetico del pianeta, non si può escludere che il nuovo scenario porti anche a un ripensamento del funzionamento della dinamo terrestre.
Un rinnovamento continuo
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