fbpx La musica che ci distrae | Page 24 | Scienza in rete

La musica che ci distrae

Read time: 1 min

Chi l'avrebbe mai detto che la musica è fonte di distrazione? Ad affermarlo sono i ricercatori della University of Wales - Institute of Cardiff, in uno studio pubblicato dalla rivista Applied Cognitive Psychology.

In passato abbiamo sentito spesso parlare di ricerche che sostenevano il beneficio della musica nell'attività cerebrale. Queste però potrebbero essere smentite dal nuovo studio dei ricercatori gallesi. Essi infatti sostengono che l'ascolto di qualsiasi genere di musica causi una riduzione della concentrazione e quindi del rendimento lavorativo.

A questa conclusione si è giunti dopo diversi esperimenti in cui alcuni volontari sono stati sottoposti a test cognitivi in differenti ambienti. Un ambiente era totalmente silenzioso, uno con la musica preferita dalla persona sottoposta al test, uno con musica non gradita e infine uno con sottofondo non musicale come per esempio il traffico stradale. Secondo gli autori dello studio, l'ascolto della musica ha ridotto le performance cognitive rispetto a quelle ottenute in ambiente silenzioso. 

Autori: 
Psicologia

prossimo articolo

Recuperare il cammino dopo un ictus: la tecnologia al servizio della cura

Una persona che indossa un esoscheletro a fianco di una fisioterapista in un laboratorio di analisi del movimento

Presso il LAMoBiR dell’IRCCS Fondazione Don Carlo Gnocchi di Milano la riabilitazione delle persone che in seguito a un ictus hanno ridotto la capacità di camminare si basa sullo studio di sistemi che integrano la robotica con la stimolazione elettrica funzionale dei muscoli. In collaborazione con IIT di Genova sono stati realizzati un esoscheletro e un’apparecchiatura per l’elettrostimolazione che offrono vantaggi rispetto a quelli già in uso. I ricercatori invitano le persone colpite dal problema a entrare a far parte dello studio. Immagine realizzata con l'ausilio di Chat GPT.

«Quella mattina mi sono svegliato con un forte mal di testa e ho scoperto di non riuscire a muovere né la mano e la gamba destre, né a parlare». Questa è la testimonianza di Andrea Vianello - noto giornalista della RAI - rilasciata in varie interviste e poi descritta nel libro Ogni parola che sapevo (Mondadori, 2020), in cui racconta il lento e faticoso percorso di recupero seguito all’ictus che lo ha colpito.