fbpx Morfina: inibitore dell'angiogenesi? | Page 13 | Scienza in rete

Morfina: inibitore dell'angiogenesi?

Read time: 1 min

Secondo uno studio dei ricercatori della University of Minnesota Medical School di Minneapolis, la morfina sarebbe in grado di inibire il fenomeno dell'angiogenesi tumorale. I risultati dello studio sono stati pubblicati dalla rivista The American Journal of Phatology.

L'angiogenesi è un fenomeno fondamentale della crescita tumorale. Una delle possibili strategie nella lotta al cancro è quella di inibire questo processo con l'obbiettivo di bloccare l'apporto delle sostanze nutritive essenziali allo sviluppo delle nuove cellule cancerogene.

La morfina è un alcaloide utilizzato già in maniera massiccia nella cura del dolore cronico. I ricercatori statunitensi hanno somministrato la sostanza per un lungo periodo in topi affetti da carcinoma polmonare. Sorprendentemente la morfina è stata in grado di diminuire il tasso di angiogenesi polmonare.

L'effetto dell'alcalodie sembrerebbe essere legato alla sua capacità di inibire il fattore HIF1α/p38MAPK. Esso è normalmente prodotto dalle cellule in risposta a basse concentrazioni di ossigeno dando così il segnale opportuno alla fromazione di nuovi vasi sanguigni. Se l'effetto verrà confermato, la morfina potrà essere sfruttata, come dichiarano gli autori dell studio, per il suo potenziale anti-angiogenico nella gestione del dolore oncologico.

American Journal of Pathology, doi:10.2353/ajpath.2010.090621

Autori: 
Cancro

prossimo articolo

Nipah, in Europa il virus non spaventa. Ma il contesto sì

virus Nipah al microscopio

Durante la pandemia di Covid-19 il film Contagion sembrò anticipare la realtà: zoonosi, risposta sanitaria globale, disinformazione. Oggi un focolaio di Nipah virus in India riporta l’attenzione su questi scenari. Il rischio per l’Europa resta basso, ma il contesto è cambiato: la cooperazione internazionale è più fragile, dopo il ritiro degli Stati Uniti dall’Organizzazione mondiale della sanità. La domanda non è se scattare l’allarme, ma come rafforzare una risposta globale efficace.

In copertina: fotografia al microscopio ottico del Nipah virus. Crediti NIAID/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY 2.0

Durante la pandemia da Covid-19, il film Contagion del 2011 ebbe un picco di popolarità, perché in effetti la risposta della comunità internazionale (tra cui i CDC statunitensi erano in prima fila) alla minaccia di una pandemia aveva parecchie somiglianze con quello che stava succedendo nel mondo al di fuori dello schermo. Nel film, il virus che causava appunto il contagio era sconosciuto, proveniva dal mondo animale, più precisamente dai pipistrelli che, disturbati dalle attività umane nel loro habitat naturale, andavano a infettare dei maiali.