fbpx Le buone vibrazioni del latte | Page 4 | Scienza in rete

Le buone vibrazioni del latte

Read time: 1 min

Sviluppato da scienziati della Louisiana State University (Stati Uniti) un metodo a ultrasuoni per la pastorizzazione del latte che ne preserva gusto e genuinità

Il metodo denominato “sonication” é stato presentato al meeting annuale dell'Institute of Food and Technologies (Istituto scientifico di promozione e diffusione della ricerca alimentare americana) e consiste nel bombardare il latte fresco con ultrasuoni fino a portarlo a una temperatura di 55 gradi gradi.

A differenza della pastorizzazione classica del latte che avviene a 75-85 gradi per 10-15 secondi, il nuovo processo, pur garantendo l'eliminazione della maggior parte dei microorganismi patogeni (in particolare del più termoresistente Escherichia coli), mantiene inalterati gli aromi e i composti chimici del latte fresco. Alcune proteine del latte incominciano infatti ad alterarsi a partire dalla temperatura di 63 gradi, liberando nuove componenti volatili ed eliminandone altre, e conferiscono al latte quel “sapore di cottura” che ritroviamo nelle confezioni del supermercato.

Altro vantaggio del metodo é il suo basso impatto ambientale, in quanto richiede soltanto la metà dell'energia necessaria alla pastorizzazione tradizionale per arrivare a superare addirittura gli standard previsti dalla FDA (Agenzia americana per gli alimenti e i medicinali).

Il processo, la cui commercializzazione potrebbe richiedere alcuni anni, é sicuramente di forte richiamo per l'industria alimentare, i cui prezzi all'ingrosso faticano a stare al passo con l'inflazione.

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
TECNOLOGIA DEGLI ALIMENTI

prossimo articolo

La variabilità genetica non è un rumore di fondo. In ricordo di Guido Modiano


Il 2 gennaio è scomparso il genetista Guido Modiano, scienziato rigoroso e persona esigente, ha preso parte ai lavori di ricerca che hanno guidato la transizione dalla genetica classica a quella molecolare. Cruciale il suo contributo nel dibattito su razza e razzismo.
 

Immagine di copertina creata con ChatGPT

La scomparsa di Guido Modiano, il 2 gennaio scorso all’età di 94 anni, lascia un vuoto culturale nella comunità degli studiosi di biologia umana, che perde un protagonista storico della ricerca sui fattori genetico-molecolari coinvolti nei processi adattativi di popolazioni distribuite in contesti ecologico-sociali diversi. Inoltre, la riflessione critica che in Italia — ma non solo — ha contribuito a chiarire che la natura della variabilità genetica nelle popolazioni umane rende scientificamente insignificante il concetto di razza, gli deve molto.