fbpx Ago addio: arriva il cerotto | Scienza in rete

Ago addio: arriva il cerotto

Read time: 1 min

Agofobia addio. Quante volte guardando una siringa ci siamo spaventati al solo pensiero di vedere l'ago toccare la nostra pelle? Da oggi questa paura potrebbe rimanere un lontano ricordo. La salvezza arriva da un cerotto con la singolare caratteristica di avere sulla sua superficie dei microaghi, di dimensioni ridottissime, contenenti il principio attivo, i quali si dissolvono nella cute liberando il farmaco da somministrare.

Lo studio che ha portato alla realizzazione di questo nuovo strumento è stato pubblicato dalla rivista Nature Medicine. Il merito di aver inventato il cerotto è di Mark Prausnitz e della sua equipe del Georgia Institute of Technology di Atlanta (Stati Uniti).

La sperimentazione del cerotto è avvenuta somministrando il vaccino influenzale a dei topi da laboratorio. Un gruppo di roditori ha ricevuto il vaccino in modo tradizionale, attraverso la classica iniezione, mentre il secondo gruppo attraverso il cerotto. Successivamente i topi sono stati infettati con il virus influenzale. Anche i topi trattati con cerotto hanno mostrato chiari segni di immunizzazione, sintomo che il cerotto ha funzionato al pari dell'iniezione.

Il cerotto potrà essere usato in maniera "fai da te", realizzando così campagne di vaccinazione sempre più estese.

Nature Medicine (2010) doi:10.1038/nm.2182

Autori: 
Sezioni: 
Medicina

prossimo articolo

Fotoni come neuroni, una ricerca italiana a cavallo di due Nobel

Una ricerca italiana pubblicata su Physical Review Letters dimostra che circuiti fotonici quantistici si comportano spontaneamente come reti neurali. E apre un varco tra due delle scoperte premiate con il Nobel per la Fisica in anni recenti — proprio mentre Giorgio Parisi, nell'ultimo suo libro, ci invita a cercare le simmetrie che la natura nasconde sotto la superficie apparente delle cose.
Immagine: 
Sistema fotonico per simulare reti neurali, CNR.

Da tempo la fisica teorica trova interessanti punti di contatto fra  sistemi fisici complessi come i magneti disordinati, i vetri di spin, i fluidi turbolenti e ciò che fa il cervello quando recupera un ricordo. Un nuovo studio pubblicato su Physical Review Letters il 18 febbraio 2026 conferma questo suggestivo parallelismo studiando la luce — quella quantistica, fatta di fotoni identici che interferiscono tra loro.