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Buon compelanno IFOM!

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“IFOM 2020 – La Ricerca sul Cancro di domani: Sinergica, Interdisciplinare, TransNazionale”. Questo il titolo dell'incontro tenutosi lunedì scorso presso il famoso centro di ricerca milanese.

L'evento non ha voluto celebrare i primi 10 anni di una visione che si conferma lungimirante, bensì tracciare i binari su cui far correre la ricerca sul cancro di domani, quelli grazie a cui il sistema-Italia si potrebbe rendere competitivo a livello internazionale sul piano della ricerca scientifica e dell’innovazione tecnologica.

Oggi, a 10 anni dall’avvio del suo programma scientifico, i fatti rendono onore all’intuizione di FIRC: con la sua attività diversificata in 19 programmi di ricerca sui fronti più promettenti della ricerca oncologica e oltre 100 ricerche all’anno, pubblicate sulle più prestigiose riviste scientifiche internazionali come Science, Nature e Cell.

Nella sede milanese di IFOM, sorta in un’area ex-industriale di 11.000 Mq, si respira un’atmosfera internazionale: dei 200 ricercatori, il 25% è costituito da stranieri, provenienti da 25 diversi Paesi, tra i quali spiccano alcuni tra i più competitivi oggi in questo ambito: Giappone, Gran Bretagna, Stati Uniti, Malesia, Germania e Canada. I ricercatori italiani provengono da 17 diverse regioni e dopo un periodo di lavoro nei laboratori di IFOM convolano spesso per i più prestigiosi istituti di ricerca internazionali, dove possono arricchire la propria esperienza e riportarla in Italia.

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simbolo e colori persone trans

La disforia di genere a esordio rapido è un presunto fenomeno che alcuni ritengono sia alimentato da influenze sociali e mediatiche. Gruppi come GenerAzioneD, composti da genitori che rifiutano l’affermazione di genere dei propri figli, denunciano un’improvvisa insoddisfazione riguardo l’identità di genere nei giovani, spesso legata a dinamiche di gruppo o ai social media. Ma gli esperti sottolineano la complessità del percorso di riconoscimento del proprio genere, diversa per ogni persona.

Decine di ragazzi e ragazze che «hanno vissuto un’infanzia e un’adolescenza serene, senza sentimenti di incongruenza di genere», bambine «tutte fiocchi e lustrini», che «amavano le gonnelline, i vestitini, i capelli lunghi, giocavano con le bambole», bambini «intelligentissimi, creativi, vivaci, mai preso un trucco o una bambola in mano», improvvisamente hanno comunicato ai genitori di non riconoscersi nel genere assegnato alla nascita, dopo avere seguito online «giovani influencer trans con migliaia di follower», oppure dopo avere legato con «un gruppo di ragazze che si definivano tutte no