fbpx Rigore perfetto | Page 5 | Scienza in rete

Rigore perfetto

Read time: 2 mins

Domenica 11 luglio, la data fatidica è arrivata. Si gioca la finale dei mondiali di calcio tra Olanda e Spagna. Dovesse finire come quattro anni fa, con i calci di rigore a decidere la vincitrice, per i calciatori che scenderanno in campo sarebbe utile leggere questa breve news. Perchè? Il motivo è semplice, per tirare un rigore occorre studiare.

Ma è veramente così difficile tirare un calcio di rigore? Cosa ci vuole a far passare un oggetto di poco più di 20 centimetri di diametro per una porta che misura 7 metri e 32 centimetri? Anzi, per volerla fare ancor più facile, cosa ci vuole a farla passare in 17,86 metri quadrati?

Tutti questi numeri sono stati utilizzati da Tim Cable, della John Moores University di Liverpool, per creare l'equazione del rigore perfetto. 

Il suo gruppo di ricerca ha studiato ore e ore di filmati ad alta definizione relativi ai calci di rigore per trovare la formula per il tiro imparabile.Secondo Cable, uno dei punti fondamentali del rigore perfetto è la velocità da imprimere al pallone. Deve essere di almeno 105 chilometri orari. Per raggiungere una simile velocità occorrono almeno 5-6 passi prima di raggiungere il pallone. Inoltre bisogna fare attenzione a come si colpisce la palla rispetto alla corsa, non superando l’angolo di tiro di più di 20-30 gradi. Ultimo punto fondamentale: il pallone deve essere calciato in un'area ben precisa, a mezzo metro di distanza tra la traversa e il palo. Non vi resta che provare.

Autori: 
AllegatoDimensione
Image icon rigore.JPG42.29 KB
Sport

prossimo articolo

Riforestazione: un’arma a doppio taglio da conoscere e gestire

campagna con foresta retrostante

A causa dell’abbandono massiccio delle campagne ogni anno i nuovi boschi guadagnano terreno e, in quasi tutti i casi, scegliamo di non gestirli. Questa ricolonizzazione non gestita rischia di ridurre la qualità ecologica degli ecosistemi agro-forestali, rendendoli meno resistenti al fuoco e più poveri di biodiversità.

Nell'immagine di copertina: Foreste e coltivazioni in coesione tra sviluppo naturale e gestione a Gaiole di Chianti (Siena). Crediti: Enrico Ugo Pasolini

«Ai miei tempi qui era tutta campagna, ci hanno ripetuto i nostri nonni davanti alle periferie delle loro città. È probabile che ai nostri figli noi diremo lo stesso, non davanti ai palazzi di una metropoli ma di fronte al verde di un bosco che fino a pochi anni fa non esisteva: «Ai miei tempi, questa era tutta campagna».