fbpx Il naso elettronico | Scienza in rete

Il naso elettronico

Read time: 2 mins

Un naso artificiale che in tempo reale potrà individuareprodotti pericolosi e forse malattie. E’ il dispositivo al quale stanno lavorando ricercatori di Italia, Francia e Spagna grazie al progetto europeo Bond. Un lavoro che si concluderà nel 2012 con la creazione di un naso bio-elettronico maneggevole ed economico, che sarà applicabile a vari campi, dalla sicurezza, al controllo degli alimenti, alla medicina (diagnosi precoce attraverso il rilevamento di odori nei fluidi corporei). Avrà le stesse caratteristiche del naso animale ma amplificato nelle sue capacità ricettive e capace di rilevare alcuni tipi di odori. Il dispositivo sarà composto da una serie di biosensori basati sui recettori olfattivi capaci di inviare segnali elettronici al rilevamento di una certa tipologia di odore. «Un’applicazione del dispositivo bio-elettronico che stiamo cercando di sviluppare interesserà l’ambito agroalimentare e intende perfezionare alcune bio-tecniche coinvolte nell’allevamento del bestiame. », spiega Edith Pajot a capo, con Roland Salesse, dell’unità di ricerca NOeMI dell’Institut national de la recherche agornomique nell’Ile de France. Un progetto certamente ambizioso ma che basa le sue buone possibilità di realizzazione sui risultati ottenuti in un programma precedente, sempre europeo, lo SPOT-NOSED che dal 2003 al 2006 ha indagato con successo la fattibilità del Bond. «Ora si tratta di partire da quei risultati e agire per creare gli strumenti per rendere realmente funzionale l’idea di base. Un buon passo in avanti è stato già fatto con la creazione di alcuni prototipi» ha spiegato Marco Sampietro del Dipartimento di Elettronica e Informazione del Politecnico di Milano che si occupa della ricerca elettronica per il progetto. «La tendenza della scienza è ora quella di utilizzare il materiale biologico presente in natura in modo elettronico e in questo momento si può sperare di farlo», conclude Sampietro.

Vai al sito del progetto

Autori: 
Sezioni: 
Bioingengneria

prossimo articolo

Davvero il mondo resterà senza inverno?

paesaggio con poco ghiaccio

Ne "Il mondo senza inverno" di Bruno Arpaia (Guanda, 2026) tecnologia e controllo sociale si intrecciano a un clima ormai fuori controllo. Il futuro segnato dalla crisi climatica, siccità, migrazioni e disuguaglianze sociali trasformano radicalmente la vita quotidiana. Nonostante il tono cupo, il libro lascia anche spazio alla speranza e alla volontà di reagire. Un ottimo esempio di comunicazione della scienza che funziona (o almeno speriamo).

Foto di Patrik Houštecký da Pixabay

Leggere Il mondo senza inverno di Bruno Arpaia (Guanda editore, 240 pagine, 18€) è come leggere i rapporti del World Economic Forum, ma capendoli. I rapporti dell’IPCC, dei maggiori istituti di ricerca mondiali e qualsiasi altro documento scientifico, infatti, sono solo un elenco noioso di numeri e dati. Imprescindibili per capire il mondo, e sono forse quelli più importanti che potremmo mai avere a disposizione.