Lo scienziato italiano Brunangelo Falini è stato insignito del prestigioso premio “Eha Josè Carreras Award”. Il riconoscimento, assegnato a Barcellona lo scorso 12 giugno dal direttivo dell’Associazione Europea di Ematologia (EHA), è dovuto al grande contributo del ricercatore italiano nella lotta alle leucemie e ai linfomi.
Falini, professore di ematologia presso l’Università degli Studi di Perugia, è noto tra gli addetti ai lavori per aver scoperto, nel 2005, un'anomalia genetica (gene Npm mutato) che accomuna il 30 per cento delle leucemie mieloidi acute. In particolare la sua ricerca ha dimostrato che il gene Npm mutato produce una proteina anomala a livello di una delle sue estremità. Questo difetto la fa localizzare in maniera atipica all'interno delle cellule leucemiche, ovvero nel citoplasma invece che nel nucleo. Una scoperta che ha rilevanza nella pratica clinica. Infatti grazie a questa evidenza sperimentale è possibile diagnosticare questa forma di leucemia (denominata LAM NPMc+) con un test immunologico, rapido, economico, e assolutamente specifico. Colorarando le cellule leucemiche del malato con l’ anticorpo anti-nucleofosmina (Npm) è possibile vedere se la proteina Npm è nel nucleo o nel citoplasma.
Durante questi anni Falini è stato supportato nella sua attività dall'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC). Attraverso l'esperienza accumulata nel campo dell'ematologia, lo scienziato ha contribuito a mettere a punto, per l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la classificazione dei tumori linfoemopoietici.
