La spettacolare immagine infrarossa di M83 diffusa dall'ESO ci mostra i dettagli di questa piccola galassia famosa tra gli astronomi soprattutto per l'elevato numero di supernovae che la contraddistingue.Si tratta di una delle più nitide immagini di M83 mai catturate da terra e la sua superba qualità è merito di HAWK-I (High-Acuity Wide-field K-band Imager), la straordinaria fotocamera per l'infrarosso a disposizione del Very Large Telescope presso il Paranal Observatory in Cile.
Distante circa 15 milioni di anni luce in direzione della costellazione dell'Idra, M83 è per alcuni aspetti una riproduzione in scala ridotta della nostra Via Lattea. L'osservazione in luce infrarossa permette agli astronomi di rilevare appieno la sua struttura a spirale e la miriade di stelle che la popolano. In luce visibile, infatti, i gas e le polveri costituiscono una barriera insormontabile impedendo senza scampo al nostro sguardo di andare oltre.
Gli astronomi confidano che le nuove dettagliate immagini possano aiutarli a venire a capo del misterioso primato che contraddistingue M83: nel corso dell'ultimo secolo, infatti, in quell'isola stellare si sono accese ben 6 supernovae, un numero esorbitante se pensiamo che è identico al numero complessivo di supernovae esplose nella nostra Galassia di cui abbiamo testimonianze storiche.
Un fantastico ritratto di M83
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C'è qualcosa di universale nelle sequenze sismiche

Se è appena avvenuto un terremoto è più probabile che se ne verifichino altri, soprattutto nelle vicinanze. Queste correlazioni spaziali e temporali in una sequenza sismica sembrano avere caratteristiche universali, cioè non cambiano andando dall’Italia al Giappone e dal Giappone alla California. Due sismologi dell’Università di Napoli hanno sfruttato questa universalità per sviluppare un modello semplificato per la previsione probabilistica dei terremoti. Potrebbe essere utile per migliorare le previsioni in zone meno monitorate ma con rischio sismico elevato.
Nell'immagine: una foto della basilica di San Benedetto a Norcia danneggiata dal terremoto del 30 ottobre 2016.
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