Al vaglio del Presidente della Repubblica, la manovra anticrisi ideata da Tremonti risparmia una serie di prestigiosi enti di ricerca, ai vertici della produttività scientifica nazionale, fra cui l'Istituto nazionale di astrofisica (INAF), l'Istituto nazionale di alta matematica (INDAM), l'Istituto nazionale di oceanografia e geofisica sperimentale (OGS) e la Stazione zoologica A. Dohrn di Napoli. Questi enti sarebbero stati soppressi e il personale a tempo indeterminato trasferito al CNR o ad altri enti e ministeri: destino che continuerà a valere soprattutto per le stazioni sperimentali (vedi elenco in calce). Rimandata inoltre a una più meditata riflessione il dimezzamento dei fondi (rispetto alle erogazioni del 2009) agli enti culturali e fondazioni. Ora, il decreto firmato da Napolitano, all'articolo 7 comma 24 impegna i ministri competenti a emanare entro 60 giorni un decreto per "stabilire il riparto delle risorse disponibili". Dal testo del decreto non è ancora chiaro se il taglio interesserà ora tutti gli enti e fondazioni culturali, o solo quel centinaio precedentemente compreso nell'allegato 3 della bozza di decreto.
INAF e altri salvati dalla scure
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La lezione delle epidemie e la memoria dei sistemi sanitari

Perché nella prevenzione delle epidemie, con i loro pattern ripetitivi, non si riescono a mettere a frutto le lezioni del passato? Le istituzioni sanitarie le conoscono, ma oggi non hanno meccanismi strutturati per mantenerle operative nel tempo. Per uscire da questa amnesia ciclica serve un'infrastruttura permanente di apprendimento istituzionale, sul modello di quella dell'aviazione civile o della sicurezza nucleare. Una proposta concreta, sotto egida OMS, con autonomia metodologica garantita.
Crediti immagine: foto di Martin Sanchez su Unsplash
Il focolaio di virus Andes (Andes virus, ANDV) a bordo della nave da crociera MV Hondius, con almeno tre decessi e una decina di casi confermati, ripropone una sequenza nota nel campo delle epidemie: ritardo nel riconoscimento, dispersione dei contatti, costruzione affannosa della risposta.