Per la prima volta è stata osservata in modo diretto una metamorfosi del neutrino, indicazione del fatto che i neutrini hanno una massa e che possono oscillare passando da una “famiglia” a un’altra. Questo implicherebbe una revisione del Modello Standard elaborato dai fisici per spiegare l’Universo, che invece prevede che i neutrini non abbiano una massa.
Attraverso diversi esperimenti si era già ipotizzata l’oscillazione per spiegare la sparizione di quantità di neutrini provenienti dal Sole o da altre sorgenti. Ora è stato osservato direttamente un neutrino che oscilla in un altro.
Il fenomeno è stato osservato dall’esperimento internazionale OPERA: il neutrino, al termine di un viaggio che lo ha portato dal laboratorio europeo del CERN (da dove è stato “sparato” in fasci puntati verso il Gran Sasso) fino all’interno della montagna abruzzese (732 chilometri di corsa sotto la crosta terrestre in soli 2,4 millisecondi) ha mutato la propria natura. Una impresa resa possibile dalla collaborazione tra CERN e Laboratori dell’INFN del Gran Sasso nel progetto CNGS (Cern Neutrino sto Gran Sasso). Un solo neutrino “mutante” (in termini fisici si parla di oscillazione) da muonico a tau, è stato osservato dagli scienziati su miliardi di miliardi di neutrini lanciati dal CERN e arrivati ai laboratori dell’INFN dal 2007.
Questa scoperta è frutto oltre che del lavoro di una squadra internazionale anche dell’intelligenza italiana, fu infatti il fisico italiano Bruno Pontecorvo, del gruppo dei "ragazzi di via Panisperna" di Enrico Fermi, verso la metà del secolo scorso, a ipotizzare la possibilità di trasformazione dei neutrini. E furono i fisici italiani a progettare i laboratori del Gran sasso in modo tale da poter ricevere dei fasci di particelle dal CERN.
I neutrini mutano
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Autori:
di Sergio Cima
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Fisica
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La tanto attesa programmazione dei finanziamenti pubblici alla ricerca è arrivata, ma per quanto sia considerata rivoluzionaria da molti, è passata sotto silenzio sui giornali italiani.
In copertina: la sede del MUR (elaborazione). Crediti: Carlo Dani/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 4.0
Alla fine di gennaio, quasi alla chetichella, è stato pubblicato un decreto che numerosi accademici spesso critici nei confronti del MUR non hanno esitato a definire “rivoluzionario” (l’autore di questo articolo ne ha scritto per una testata in inglese su abbonamento, e per la sua newsletter gratuita scienza senza maiuscola).