Scoperto in una remota galassia un buco nero con massa equivalente a un miliardo di masse solari che sembra si stia allontanando a elevata velocità dalla regione centrale di quel sistema stellare.
La sua individuazione è stata possibile mettendo a confronto la posizione di centinaia di migliaia sorgenti cosmiche di radiazione X contenute nel Chandra Source Catalog con quella di milioni di galassie. Il lungo e delicato lavoro, pubblicato su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, è opera di Marianne Heida, studentessa dell'Università di Utrecht, e di un team di astronomi che l'hanno affiancata in quello che inizialmente doveva essere il suo progetto di ricerca annuale.
Normalmente ci si aspetta che buchi neri così massicci risiedano al centro delle galassie che li ospitano. Quel buco nero, invece, non solo è spostato rispetto alla regione centrale, ma secondo i ricercatori sta rinculando a forte velocità verso l'esterno della galassia. Questo fatto deporrebbe a favore dell'ipotesi che alla sua origine vi sia la fusione tra due buchi neri. Modelli computerizzati, infatti, suggeriscono che il buco nero appena formatosi a seguito di una simile fusione potrebbe essere caratterizzato da una elevata velocità di allontanamento il cui valore dipende unicamente dalla direzione e dall'intensità di rotazione dei buchi neri progenitori.
L'espulsione di un buco nero
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Nipah, in Europa il virus non spaventa. Ma il contesto sì

Durante la pandemia di Covid-19 il film Contagion sembrò anticipare la realtà: zoonosi, risposta sanitaria globale, disinformazione. Oggi un focolaio di Nipah virus in India riporta l’attenzione su questi scenari. Il rischio per l’Europa resta basso, ma il contesto è cambiato: la cooperazione internazionale è più fragile, dopo il ritiro degli Stati Uniti dall’Organizzazione mondiale della sanità. La domanda non è se scattare l’allarme, ma come rafforzare una risposta globale efficace.
In copertina: fotografia al microscopio ottico del Nipah virus. Crediti NIAID/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY 2.0
Durante la pandemia da Covid-19, il film Contagion del 2011 ebbe un picco di popolarità, perché in effetti la risposta della comunità internazionale (tra cui i CDC statunitensi erano in prima fila) alla minaccia di una pandemia aveva parecchie somiglianze con quello che stava succedendo nel mondo al di fuori dello schermo. Nel film, il virus che causava appunto il contagio era sconosciuto, proveniva dal mondo animale, più precisamente dai pipistrelli che, disturbati dalle attività umane nel loro habitat naturale, andavano a infettare dei maiali.