Recenti osservazioni nel dominio X indicano che nelle regioni centrali della galassia M82 potrebbero risiedere due buchi neri di notevole massa che sono sopravvissuti alla fatale attrazione gravitazionale esercitata dal buco nero supermassiccio che occupa il centro di quel sistema stellare.
I due buchi neri sono stati individuati grazie agli osservatori orbitanti Chandra (NASA) e XMM-Newton (ESA) e appartengono alla categoria dei cosiddetti buchi neri di taglia intermedia; la loro massa, cioè, è a metà strada tra quella dei buchi neri di origine stellare e quella dei mostri supermassicci che albergano nel cuore delle galassie. L'individuazione dei due buchi neri è stata possibile grazie allo studio accurato delle variazioni dell'emissione X e della composizione energetica dei loro spettri. Le masse dei due buchi neri (tra le 12 mila e le 43 mila masse solari il primo e tra le 200 e 800 masse solari il secondo) si adattano a quelle previste dai modelli teorici che ipotizzano la formazione di questi buchi neri a seguito di collisioni a catena in un ammasso stellare.
Il meno massiccio dei due si trova a una distanza di circa 600 anni luce dal centro di M82 e può dunque ritenersi abbastanza al sicuro. Non così per l'altro. Poiché dista solamente 290 anni luce dal centro della galassia, infatti, è una autentica fortuna che non sia ancora stato fagocitato dal buco nero supermassiccio che si annida nelle regioni centrali di M82.
Buchi neri fortunati
prossimo articolo
Recuperare il cammino dopo un ictus: la tecnologia al servizio della cura

Presso il LAMoBiR dell’IRCCS Fondazione Don Carlo Gnocchi di Milano la riabilitazione delle persone che in seguito a un ictus hanno ridotto la capacità di camminare si basa sullo studio di sistemi che integrano la robotica con la stimolazione elettrica funzionale dei muscoli. In collaborazione con IIT di Genova sono stati realizzati un esoscheletro e un’apparecchiatura per l’elettrostimolazione che offrono vantaggi rispetto a quelli già in uso. I ricercatori invitano le persone colpite dal problema a entrare a far parte dello studio. Immagine realizzata con l'ausilio di Chat GPT.
«Quella mattina mi sono svegliato con un forte mal di testa e ho scoperto di non riuscire a muovere né la mano e la gamba destre, né a parlare». Questa è la testimonianza di Andrea Vianello - noto giornalista della RAI - rilasciata in varie interviste e poi descritta nel libro Ogni parola che sapevo (Mondadori, 2020), in cui racconta il lento e faticoso percorso di recupero seguito all’ictus che lo ha colpito.