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Sclerosi multipla in doppia mossa

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Luca Carra

Scoperto il modo in cui le cellule immunitarie riescono a "forzare" la barriera ematoencefalica e far passare a loro volta altre cellule che possono provocare malattie autoimmuni come la sclerosi multipla. Nell'esperimento, condotto da Federica Sallustio dell'Istituto di ricerca in biomedicina di Bellinzona e pubblicato su Nature Immunology, l'attacco avviene in due ondate. Prima passano la barriera le cellule che esprimono il recettore CCR6 attraverso il plesso coroidale, una regione molto vascolarizzata posta sopra la colonna vertebrale le cui cellule tengono separato il sangue dal liquido cerebrospinale. Una volta nel cervello, queste cellule immunitarie attaccano i tessuti modificando la barriera ematoencefalica, e consentendo così il passaggio delle altre cellule responsabili del processo patogenetico. Notevole il fatto, secondo gli autori, che lo stesso tipo di processi si riscontri nel cervello dei malati di sclerosi multipla, che in futuro potrebbero trarre giovamento da ulteriori ricerche.

Fonte: Nature Immunology

Medicina

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parete di roccia

Nel cuore delle Alpi, a 2500 metri di quota, si conserva la memoria di un mondo perduto. Pareti quasi verticali di Dolomia Principale, un tipo di roccia sedimentaria, custodiscono migliaia di impronte lasciate 210 milioni di anni fa da dinosauri erbivori che camminavano lungo le rive di un mare tropicale ormai scomparso. Una scoperta eccezionale, avvenuta nel Parco Nazionale dello Stelvio, che apre una finestra senza precedenti sul Triassico europeo e sulla vita sociale dei primi grandi dinosauri.

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