Lo scorso 26 aprile il Consiglio dell’ESO ha deciso che l’European Extremely Large Telescope (E-ELT), il telescopio di nuova generazione che dovrebbe entrare in servizio nel 2018, verrà realizzato a Cerro Armazones, nel deserto cileno di Atacama.
Benché la scelta del sito si sia basata soprattutto su criteri strettamente astronomici, sono comunque entrate in gioco anche valutazioni di tipo logistico. Cerro Armazones ha dalla sua un’incredibile qualità dell’atmosfera sia per quanto riguarda il ridottissimo ammontare di vapore acqueo, sia per la sua estrema stabilità (gli astronomi parlano di seeing) e può inoltre contare su un invidiabile numero di notti serene, mediamente oltre 320 all’anno. Il sito, però, si trova anche a soli 20 chilometri di distanza dal Cerro Paranal – sede del Very Large Telescope – e in prossimità di altre strutture astronomiche di primo piano, una vicinanza che promette notevoli sinergie scientifiche.
Anche il governo cileno ci ha messo più di una buona parola. Ha infatti deliberato di donare all’ESO un tratto consistente di terreno attiguo alle proprietà di Paranal e Armazones per assicurare la massima protezione dei siti contro ogni influenza negativa, dall’inquinamento luminoso all’attività di estrazione mineraria.
Il rivoluzionario telescopio avrà un diametro di 42 metri e la superficie destinata a raccogliere la luce sarà di circa 1300 metri quadrati. Per realizzarla verranno accostati in un accuratissimo puzzle un migliaio di tasselli esagonali grandi quasi un metro e mezzo e spessi solo 5 centimetri.
La casa di E-ELT sarà in Cile
Autori:
Sezioni:
Luoghi:
Astronomia
prossimo articolo
Lo spillover non è una lotteria

Il rischio zoonotico non è un evento casuale: è il risultato di interazioni sempre più intense tra attività umane ed ecosistemi. E se David Quammen, nel suo saggio "Spillover", proponeva l'immagine di una lotteria, anche gli studi più recenti sul commercio globale di fauna selvatica mostrano un quadro chiaro, nel quale le probabilità di spillover seguono traiettorie strutturate. Dobbiamo allora ripensare alla preparedness per intervenire non solo sulla risposta, ma anche sui sistemi che generano il rischio.
Ogni spillover è come una lotteria, dove il patogeno compra un biglietto nella speranza di avere un premio: una vita nuova in spazi più larghi.