Uno studio pubblicato su Journal of the Geological Society suggerisce il collegamento tra l’estinzione di migliaia di specie marine primitive e una catena di violente eruzioni vulcaniche. I gas-serra liberati da vulcani sottomarini avrebbero innalzato la temperatura del pianeta di circa 5 gradi.
Il fattaccio, avvenuto 55 milioni di anni fa, avrebbe dato inizio al Paleocene-Eocene Thermal Maximum (PETM), un periodo di surriscaldamento globale protrattosi per circa 170 mila anni. Secondo Henrik Svensen (Università di Oslo) e i suoi collaboratori l’innalzamento della temperatura sarebbe da imputare a tonnellate di metano – un potente amplificatore dell’effetto serra – liberate in atmosfera da una serie di gigantesche eruzioni vulcaniche sottomarine.
La conferma di questa catena di eruzioni verrebbe dai dati sismici e dai carotaggi effettuati cinque anni fa nel Mare di Norvegia dai quali emergerebbero prove decisive che in passato quei fondali marini siano stati teatro di violentissime ed estese attività vulcaniche. In particolare, l’analisi isotopica dell’uranio e del piombo presenti in piccoli cristalli di zircone individuati nei carotaggi mostrerebbe che la loro formazione si colloca 55 milioni di anni fa, proprio in coincidenza con l’inizio del PETM.
Alcuni geofisici, però, evidenziano che il collegamento temporale non comporta automaticamente un rapporto causa-effetto. Un passaggio cruciale sarà riuscire a quantificare in modo attendibile l’ammontare dei gas-serra liberati.
Gigantesche eruzioni killer
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I social network sul banco degli imputati

I social network possono essere paragonati alle sigarette per la loro capacità di indurre sofferenze e dipendenza in chi, soprattutto tra le persone più giovani ne fa un uso incontrollato? Su queste basi ha preso il via il primo di una serie di processi intentati alle grandi aziende tecnologiche. Sul modello di quelli che misero sotto accusa le aziende del tabacco.
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Il 28 gennaio scorso ha preso il via il primo di una serie di processi contro i colossi dei social network, accusati di aver progettato piattaforme finalizzate a creare dipendenza, specie nei più giovani. L’impostazione del processo richiama quello contro le industrie del tabacco, avvenuto negli anni 90, sia nelle strategie dell’accusa che nell’oggetto imputato: i social sono come le sigarette? Le aziende sapevano dei danni delle loro piattaforme sulla salute mentale?