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Giovani premiati per staminali

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La Fondazione Lorini ha assegnato il suo Premio, quest’anno alla seconda edizione, ex aequo a due giovani scienziati italiani per ricerche innovative volte ad individuare i meccanismi molecolari che possono bloccare la progressione delle metastasi e rendere “mortali” le cellule staminali del cancro. Il Presidente della Fondazione Lorini, Mario Longari, alla presenza di alcuni componenti del Comitato Scientifico della Fondazione (composto da Virgilio Ferrario, Mauro Moroni, Aldo Pinchera e Umberto Veronesi) ha consegnato il Premio di 30.000 euro ai lavori selezionati come i più meritevoli in relazione agli intendimenti del premio e agli scopi della Fondazione Lorini. L’alta qualità dei sessanta lavori presentati e la loro rilevanza scientifica hanno indotto quest’anno la Commissione giudicatrice istituita presso la Fondazione ad attribuire il premio ex aequo a Michelangelo Cordenonsi e ad Andrea Viale, giovani ma già affermati ricercatori, l’uno presso l’Università di Padova, l’altro presso il Campus IFOM–IEO di Milano.

Michelangelo Cordenonsi, dal 2006 ricercatore in Biologia Molecolare presso l’Università degli Studi di Padova, ha studiato l’identificazione delle basi molecolari e genetiche della progressione tumorale. In particolare lo studio individua il ruolo e le caratteristiche maligne conseguenti a mutazioni genetiche di una proteina normalmente in grado di bloccare lo sviluppo del tumore, e formula alcune ipotesi su possibili difese contro il processo metastatico.

Andrea Viale, laureato in medicina presso l’Università di Torino, ha conseguito sempre a Torino la specializzazione in Oncologia nel 2004. Ha poi lavorato presso l’Istituto per la ricerca e la cura del cancro di Candiolo, la Scuola di Oncologia dell’Università di Torino, il Dipartimento di Oncologia Sperimentale dell’Istituto Europeo di Oncologia, Campus IFOM – IEO a Milano sotto la guida del Professor Pier Giuseppe Pelicci, Direttore Scientifico dello stesso Dipartimento e Vicedirettore Scientifico dello IEO. In questo momento sta svolgendo la sua attività presso il Dipartimento di Oncologia Medica del Dana- Farber Institute di Boston.

Il lavoro di Viale che ha conseguito il premio è stato pubblicato dalla rivista Nature nell’anno 2009. Lo studio è centrato sulle leucemie mieloidi acute ed in particolare sui meccanismi che rendono immortali le cellule responsabili dell’origine della malattia, individuando nella possibilità di spegnere il gene alla base di questo meccanismo la via per rendere le cellule staminali simili alle altre cellule che nel tempo smettono di funzionare.

 

Altri due lavori sono stati segnalati: il lavoro di Silvia Di Agostino, dell’Istituto Regina Elena dell’Ospedale IFO di Roma, e il lavoro di Silvia Piconese, dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Alle due ricercatrici è stato corrisposto un rimborso spese di 3.000,00 euro ciascuna.

 

 

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