In uno studio di prossima pubblicazione su American Journal of Climate due ricercatori del CSIRO (Commonwealth Scientific and Industrial Research Organization) analizzano la salinità degli oceani. Dal confronto con i dati degli ultimi 50 anni emerge la presenza di una accelerazione nel ciclo dell'acqua.
La salinità delle acque oceaniche non è costante: un aumento delle precipitazioni ne diminuisce il valore, mentre un'evaporazione più intensa lo aumenta. Circa l'80% di queste variazioni di salinità riguarda le acque superficiali e va da sé che in queste variazioni le condizioni climatiche giochino un ruolo chiave. Paul Durack e Susan Wijffels, però, hanno raccolto dati anche dalle acque sotto la superficie. E' così emerso che i cambiamenti che si potrebbero imputare alle variazioni climatiche sono più ampi e si estendono anche acque profonde.
Lo studio individua un chiaro collegamento tra le variazioni di salinità superficiale governate dal riscaldamento oceanico e quelle nelle acque sotto la superficie. Un collegamento che, a detta dei ricercatori, costituisce una robusta prova che il ciclo dell'acqua stia accelerando. Un ciclo dell'acqua più intenso, però, comporta che, con l'aumento della temperatura atmosferica, le regioni aride lo diventino ancora di più, mentre quelle caratterizzate da elevata umidità diventino ancora più piovose. Secondo i ricercatori, inoltre, le stime che emergono dal loro studio potranno costituire un rigoroso banco di prova per i futuri modelli climatici.
Il ciclo dell'acqua accelera
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NO, grazie. Metafore e considerazioni sparse sul referendum

Pochi giorni ormai ci separano dal voto del referendum, ma ancora c’è tempo per chiarirsi le idee sui punti principali su cui saremo chiamati a dire la nostra. A partire da una considerazione: che il processo non è una partita di calcio, ma uno strumento scientifico per arrivare, per quanto possibile, alla verità, senza la quale non vi è giustizia. Il problema delle nomine al CSM è reale: ma se per eliminare una fastidiosa zanzara si impugnasse un bazooka e si sparasse al muro, sarebbe lecito pensare che l’obiettivo sia il muro, la zanzara solo il pretesto.
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Mi sono state richieste riflessioni, sintetiche, sulle ragioni per cui si dovrebbe votare NO alla riforma costituzionale a breve al definitivo vaglio dei cittadini attraverso referendum.
Tenuto conto del numero di criticità che affliggono la proposta di modifica della carta fondamentale, dal metodo usato per approvarla (iniziativa governativa, nessun emendamento del Parlamento, in definitiva: una gran fretta), al merito, al pronostico sui suoi effetti, la sintesi si tradurrebbe in approssimazione. Mi limito dunque a osservazioni sparse.