fbpx Teorie planetarie sottosopra | Page 12 | Scienza in rete

Teorie planetarie sottosopra

Read time: 1 min

La disponibilità di un numero sempre crescente di sistemi planetari permette agli astronomi di mettere alla prova le teorie riguardanti la loro formazione. Le ultime scoperte, presentate al National Astronomy Meeting (NAM2010) della Royal Astronomical Society, costituiscono però una autentica sfida ai modelli correnti.
L'individuazione di 9 esopianeti grazie agli osservatori automatizzati di WASP (Wide Angle Search for Planets) e lo studio del loro moto orbitale ha suggerito agli astronomi una analisi statistica. Consultando i dati in archivio è emerso che oltre metà dei cosiddetti hot Jupiters (pianeti di taglia gioviana orbitanti molto vicino alla loro stella) percorrono orbite non allineate con la rotazione del loro Sole e 6 di essi – due dei quali appena scoperti – hanno moto retrogrado.
Questo mette in seria discussione la corrente visione della formazione planetaria che ha come elemento chiave l'interazione con un disco di polveri e gas e come logico sbocco un sostanziale allineamento tra i moti planetari e l'asse di rotazione della stella. L'elevato numero di sistemi “anomali” impone che si debbano prevedere anche scenari differenti, compresi quelli in cui si manifestano importanti interazioni a lungo periodo con stelle vicine. Tali interazioni, però, hanno come inevitabile effetto collaterale quello di spazzar via dal sistema eventuali pianeti di taglia terrestre. Una drammatica conseguenza che, per nostra fortuna, non ha interessato il Sistema solare.

ESORAS NAM2010 - WASP

Autori: 
Planetologia

prossimo articolo

Capitalismo, il grande assente nel dibattito sul declassamento del lupo

lupo su sfondo geometrico

Il declassamento del lupo da specie "rigorosamente protetta" a "protetta" in Italia ha riacceso uno scontro noto tra tutela della fauna e difesa delle attività zootecniche. Ma ridurre il conflitto a una questione ecologica o gestionale rischia di oscurarne le radici profonde: predazioni e convivenza si intrecciano infatti con trasformazioni economiche, politiche agricole e crisi delle aree rurali. Il conflitto sul lupo richiede in realtà di ragionare sul modello agroalimentare dominante e immaginare nuove forme di coesistenza tra umani e non-umani.

In Italia, il 2026 si è aperto con uno storico decreto sul declassamento del lupo, da specie «rigorosamente protetta» a «protetta» – come già successo a livello europeo nel 2025. Il cambiamento si basa sulla necessità di gestire il crescente conflitto tra lupi e attività umane, con l'espansione di questo predatore in Italia ed Europa negli ultimi decenni.