fbpx Ed ecco a voi il 117! | Page 7 | Scienza in rete

Ed ecco a voi il 117!

Read time: 2 mins

Finalmente sintetizzato l’elemento numero 117. Bombardando atomi di berkelio con un intenso fascio di ioni di calcio, i fisici del JINR (Joint Institute for Nuclear Research) di Dubna in Russia hanno sintetizzato il nuovo elemento che va a colmare la lacuna lasciata quattro anni fa dalla sintesi dell’elemento 118.
Oltre a colmare quella lacuna, però, il nuovo elemento conferma sempre di più l’esistenza della cosiddetta “isola di stabilità” degli elementi superpesanti. Solitamente, infatti, gli elementi a elevatissimo numero atomico sono caratterizzati da una vita estremamente breve. Dagli anni Sessanta, però, i fisici teorici hanno scoperto che particolari valori del numero di protoni e neutroni potevano conferire una eccezionale stabilità ai nuclei atomici.
La sintesi dell’elemento 117 ha comportato uno sforzo congiunto russo-americano davvero notevole. L’High Flux Isotope Reactor dell’Oak Ridge National Laboratory in Tennessee ha dovuto lavorare a ritmo serrato per oltre otto mesi per sintetizzare poco più di 22 milligrammi di berkelio. Altri tre mesi sono poi serviti a purificare il campione prima di inviarlo al Research Institute of Atomic Reactors di Dimitrovgrad (Russia) per una ulteriore lavorazione. Il berkelio è infine giunto al JINR dove i fisici russi lo hanno ininterrottamente bombardato per cinque mesi con ioni di calcio riuscendo a ottenere il sospirato elemento 117. La notizia della scoperta è apparsa su Physical Review Letters.

Science Now - American Physical Society - Physical Review Letters

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Fisica

prossimo articolo

Gender equality nella ricerca: c'è ancora il soffitto di cristallo

bilancia in disequilibrio con figure stilizzate di uomo e donna

In occasione della Giornata ONU delle donne e delle ragazze nella scienza, diamo un'occhiata ai dati europei sulla gender equality: ci sono i segnali di progresso nella partecipazione femminile alla ricerca e all’innovazione, ma anche persistenti squilibri strutturali. Per esempio, nonostante l’aumento di donne tra esperti, valutatori e coordinatori di progetto, l’accesso alle posizioni apicali resta limitato, la precarietà contrattuale più diffusa e il carico di cura sproporzionato. 

L’11 febbraio, Giornata ONU dedicata alle ragazze e alle donne nella scienza, offre l’occasione per interrogarsi non solo sulla loro presenza nel settore della ricerca e dell’innovazione (R&I), ma soprattutto sulla qualità di tale presenza: chi avanza di carriera, chi resta ai margini, chi abbandona e perché. Negli ultimi anni l’Unione europea ha fatto dell’uguaglianza di genere una priorità esplicita, integrando la gender dimension nei programmi quadro per la ricerca e promuovendo cambiamenti istituzionali attraverso strumenti come il Gender Equality Plan (Gep).