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Raggi gamma dal Centauro

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Lo scorso luglio eravamo rimasti a bocca aperta quando i radioastronomi del CSIRO ci avevano mostrato l'incredibile estensione dell'emissione radio che accompagna Centaurus A. Ora l'osservatorio orbitante Fermi ci mostra l'esagerata emissione di quella galassia anche a energie di gran lunga più elevate.

In uno studio pubblicato su Science Express qualche giorno fa, un team di astronomi sottolinea l'eccezionale emissione di Centaurus A anche nel dominio gamma e ricostruisce la sua possibile origine. Secondo i ricercatori il meccanismo responsabile sarebbe il cosiddetto Compton inverso, un fenomeno che si verifica quando fotoni di bassa energia vanno a cozzare contro particelle che viaggiano a velocità relativistiche. Un colpo da biliardo che fa ripartire i fotoni con un maggior carico energetico, pronti per essere catturati dai rilevatori di radiazione gamma.

In Centaurus A le particelle lanciate a velocità prossime a quella della luce sono quelle che compongono i jet di materia espulsi dal suo buco nero centrale, il vero motore dell'attività della galassia, ed è proprio con esse che interagiscono i fotoni della cosiddetta radiazione di fondo che riempie ogni angolo dell'universo. Almeno in una dozzina di galassie attive si è osservato come l'effetto Compton inverso sia all'origine di emissione X, con Centaurus A è la prima volta che si assiste a un'emissione nel dominio gamma.

NASA - Science Express

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Astronomia

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Citazioni, h-index e highly cited: perché Clarivate, Scopus e Google Scholar non raccontano la stessa storia

disegno di metro su sfondo con neon

Tre database, tre misure diverse dello stesso fenomeno. Capire le differenze non è un dettaglio tecnico: è il presupposto per usare le metriche senza esserne ingannati.

Immaginate un ricercatore che deve comunicare il proprio h-index in una domanda di finanziamento. Apre Web of Science: il numero è, diciamo, 31. Apre Scopus: 38. Apre Google Scholar: 47. Tre piattaforme, tre numeri, nessuna contraddizione interna a ciascuna — eppure nessuna convergenza tra loro. Quale valore è quello “giusto”? La domanda è mal posta, e il disagio che genera è il punto di partenza di questo articolo.