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Silicio al capolinea?

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E' fuori discussione: l'attuale tecnologia elettronica che ha nel silicio il suo elemento fondamentale ci ha regalato progressi talmente impensabili da sfociare talvolta proprio a ridosso della fantascienza. La miniaturizzazione, la velocità di calcolo e l'efficienza dei sistemi elettronici hanno subito un miglioramento costante, ma c'è ancora margine per il futuro?

La domanda, doverosa e di ampia portata, sta al fondo di un numero speciale di Science dedicato proprio all'elettronica del prossimo futuro. La tecnologia attualmente impiegata nella costruzione dei componenti elettronici sta ormai per raggiungere i limiti estremi imposti dall'impiego del silicio e da un po' di tempo si stanno sperimentando vie alternative.

Si va da una revisione completa delle modalità di ingegnerizzazione dei microprocessori all'impiego di nuovi materiali che possano costituire una versione alternativa degli attuali semiconduttori. Molto promettente sembra la tecnologia delle "oxid interfaces", giunzioni di materiali isolanti che hanno mostrato di possedere un'ampia gamma di proprietà tipiche dei metalli e dei semiconduttori. Proprio quelle che occorrono nella memorizzazione e nella gestione di informazioni tramite un campo elettrico.

Non si può comunque neppure escludere, come si intravede da recenti ricerche, che il buon vecchio silicio venga spremuto ancora un bel po', portandolo ben al di là degli attuali limiti.

Science - Special issue

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Tecnologia

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Fascisti e antisemiti

celle di detenzione

Mettere in discussione il valore educativo delle visite ad Auschwitz significa ignorare la loro forza morale e civile. Ma la memoria non può fermarsi ai Lager: senza uno studio rigoroso del ruolo svolto dal fascismo italiano nella persecuzione degli ebrei e nella repressione antipartigiana, il rischio è quello di perpetuare un racconto autoassolutorio. Per il Giorno della Memoria, Simonetta Pagliani ricostruisce responsabilità, strutture e complicità italiane, ricordandoci perché conoscere quei fatti sia indispensabile per una memoria storica onesta e consapevole.

In copertina: celle della Risiera di San Sabba. Crediti: Andreas Manessinger/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 2.0

Recentemente un'esponente governativa ha messo in dubbio il valore delle visite scolastiche ad Auschwitz, ritenute strumentali ad addebitare l'antisemitismo al fascismo. Al contrario, chi scrive ritiene che per le scolaresche liceali la visione diretta dei campi di concentramento nazisti abbia una portata morale indiscutibile. Questo perché riesce a rendere reali le dimensioni dell'orrore, ma allo stesso tempo dovrebbe essere integrata dall'analisi storica del ruolo avuto in quelle vicende dall'Italia fascista.