fbpx Un nuovo antenato dalla Siberia | Page 16 | Scienza in rete

Un nuovo antenato dalla Siberia

Read time: 2 mins

La conoscenza dei nostri lontani progenitori è davvero molto frammentaria e in questa ricerca delle nostre radici ogni tanto ci si imbatte in autentici colpi di scena. L'ultimo è legato a un piccolo osso fossile, un frammento della falange di un individuo della specie umana, scoperto un paio di anni fa nella Siberia meridionale.
Trovato nella grotta di Denisova sui monti Altai, già nota per il rinvenimento di manufatti tipici dei Neanderthal, quel piccolo osso venne logicamente attribuito a un individuo di quella specie. L'analisi completa della sequenza del DNA mitocondriale di quel frammento osseo appena pubblicata su Nature, però, ci porta in una direzione completamente differente.
Johannes Krause (Max Plank Institute for Evolutionary Anthropology) e i suoi collaboratori hanno infatti scoperto che quel frammento non appartiene né a un Neanderthal né a una specie più moderna. Il DNA indica l'appartenenza a un tipo di ominide differenziatosi dall'albero genealogico della famiglia umana un milione di anni fa, dunque molto prima della separazione tra Neanderthal e uomo moderno. La presenza in Siberia implica che questo ominide si sia trasferito dall'Africa con una migrazione di cui finora non si conosceva l'esistenza, avvenuta tra quella dell'Homo erectus (un paio di milioni di anni fa) e quella dell'Homo heidelbergensis (circa 500 mila anni fa).
Un ulteriore colpo di scena ci viene dagli studi stratigrafici della grotta: questo misterioso ominide, oltre a condividere i luoghi sia con i Neanderthal che con gli umani moderni, fu probabilmente anche loro contemporaneo.

NatureNews - Nature

Autori: 
Sezioni: 
Antropologia

prossimo articolo

Padri assenti per legge: cosa perdiamo senza congedi più lunghi

mano paterna e piede di neonato

Congedi sbilanciati tra madri e padri producono effetti che vanno oltre il singolo individuo: incidono sullo sviluppo di bambini e bambine, sull’occupazione femminile e sulla natalità. Il coinvolgimento dei padri, ancora tenuti in disparte, in Italia, dalla cura quotidiana dei figli, genera benefici a cascata che non possiamo continuare a ignorare.

«Miglior sviluppo cognitivo, ma soprattutto socio-relazionale: aumentano le competenze sociali, la capacità di stare con gli altri, di interagire, di costruire relazioni». Ecco quali sono i vantaggi per bambini e bambine che, fin dalla nascita, hanno la possibilità di costruire una solida relazione anche con il loro papà, racconta Alessandro Volta, pediatra neonatologo e membro dell’Associazione Culturale Pediatri (ACP).