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Confermato il boom

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La prevista flessione nella fertilità non basterà ad arrestare l'incremento demografico che toccherà i 9 miliardi di persone entro il 2050. Lo afferma nel suo rapporto pubblicato l'11 marzo la Divisione demografica delle Nazioni Unite. Niente sboom, insomma, essenzialmente per tre motivi, come sottolinea la direttrice dell'UN Population Division Hania Zlotnik: aumento della speranza di vita, successo della prevenzione e della terapia anti AIDS nei paesi poveri e declino della fertilità inferiore al previsto. Aumentano soprattutto giovani e anziani, basso l'incremento nei paesi ricchi (in Italia nel 2050 la popolazione sarà circa come quella attuale, 57 milioni), mentre nei paesi poveri la popolazione passerà dagli attuali 5,6 miliardi ai 7,9 nel 2050. Le previsioni ipotizzano comunque una diminuzione della fertilità. Se questo processo dovesse arrestarsi, la popolazione mondiale potrebbe superrare i 10 miliardi a metà secolo. E' un fatto che buona parte delle donne che vivono nei paesi in via di sviluppo hanno più figli di quanti ne desiderano. Per questo le Nazioni Unite invocano l'intensificazione delle politiche di pianificazione familiare e di procreazione responsabile tramite la diffusione del metodi contraccettivi.

Fonte: World Population Prospects: The 2008 Revision

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Demografia

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Qualche settimana fa l’annuncio trionfante di un miglioramento delle liste d’attesa, cui non sembra tuttavia corrispondere l’esperienza di tante persone. Il fatto è che ci si riferisce alle sole liste d’attesa per le prestazioni diagnostiche e ambulatoriali, mentre rimangono sterminati i tempi per esempio per le ammissioni alle strutture socioassistenziali o per la definizione delle disabilità. E comunque appare evidente che molto c’è da migliorare nella raccolta e trasferimento dei dati su quel che succede per davvero. Foto di Navy Medicine su Unsplash.

L’interesse per il tema delle liste di attesa non si attenua mai, ma ogni tanto questo interesse ha dei picchi come avvenuto di recente quando in base ai dati del primo quadrimestre 2026 confrontati con quelli del 2025 è sembrato che finalmente qualcosa si stesse muovendo, tanto da far titolare il Sole24 Ore “Liste di attesa, miglioramenti in 16 Regioni”.