fbpx Risanato il topo obeso | Page 5 | Scienza in rete

Risanato il topo obeso

Read time: 1 min

Roberta Villa

Un passo avanti nella cura dell'obesità e del diabete di tipo 2, con una terapia molecolare capace perfino di autoregolarsi. Per ora i ricercatori dell'Ohio State University Medical Center ci sono riusciti su topi diabetici e obesi, iniettando loro il gene per l'Hypothalamic Brain-Derived Neurotrophic Factor, in sigla BDNF, il quale, a livello dell'ipotalamo, migliora la sensibilità all'insulina, riduce la massa grassa e fa dimagrire. Per evitare che il processo di perdita di peso continuasse fino a portare l'animale alla cachessia, però, i ricercatori hanno inserito nel medesimo vettore virale che portava il gene anche un microRNA con funzione regolatoria, controllato a sua volta da un promotore sensibile ai cambiamenti indotti dal BDNF. In tal modo, la perdita di peso ha inibito l'ulteriore espressione del gene. Gli autori intendono ora chiedere alla Food and Drug Administration l'autorizzazione per iniziare la sperimentazione sull'uomo.

Fonte: Nature Medicine pubblicato online l'8-3-2009 doi:10.1038/nm.1933

Genetica

prossimo articolo

Recuperare il cammino dopo un ictus: la tecnologia al servizio della cura

Una persona che indossa un esoscheletro a fianco di una fisioterapista in un laboratorio di analisi del movimento

Presso il LAMoBiR dell’IRCCS Fondazione Don Carlo Gnocchi di Milano la riabilitazione delle persone che in seguito a un ictus hanno ridotto la capacità di camminare si basa sullo studio di sistemi che integrano la robotica con la stimolazione elettrica funzionale dei muscoli. In collaborazione con IIT di Genova sono stati realizzati un esoscheletro e un’apparecchiatura per l’elettrostimolazione che offrono vantaggi rispetto a quelli già in uso. I ricercatori invitano le persone colpite dal problema a entrare a far parte dello studio. Immagine realizzata con l'ausilio di Chat GPT.

«Quella mattina mi sono svegliato con un forte mal di testa e ho scoperto di non riuscire a muovere né la mano e la gamba destre, né a parlare». Questa è la testimonianza di Andrea Vianello - noto giornalista della RAI - rilasciata in varie interviste e poi descritta nel libro Ogni parola che sapevo (Mondadori, 2020), in cui racconta il lento e faticoso percorso di recupero seguito all’ictus che lo ha colpito.