
Lo scorso 17 settembre la Commissione europea ha formalizzato l'EU Kids Act, una proposta legislativa per governare nel tempo e nei modi l’utilizzo dei social da parte delle persone più giovani. Nel frattempo l’Associazione culturale pediatri e la Società italiana di pediatria propongono un foglio di istruzioni per l’uso per qualsiasi device. Uno strumento rivolto alla comunità educante, tutta, perché nessuna tecnologia può sostituire un adulto informato e presente. Leggi e scarica il bugiardino.
Immagine elaborata con ChatGPT
Come in ogni confezione di un farmaco troviamo un foglio che spiega come utilizzarlo, quali effetti indesiderati può provocare e quali precauzioni adottare, allo stesso modo, nella confezione di uno smartphone, di un tablet o di un computer dovrebbe esserci un foglio semplice e comprensibile che spieghi: a quale età utilizzarlo, per quanto tempo, con quali modalità, quali precauzioni adottare e quali possono essere le conseguenze di un uso eccessivo o non appropriato.
Esattamente come un farmaco può essere prezioso se utilizzato nella dose e nel modo corretto, ma può diventare dannoso se usato male, anche un device deve essere gestito, accompagnato e utilizzato con consapevolezza.
Non semplicemente consegnato
Il bugiardino digitale potrebbe diventare uno strumento concreto per aiutare le famiglie a fare proprio questo. E allora il nostro appello è rivolto non soltanto a Meta, ma anche a tutte le aziende che producono e vendono device digitali: inserire il bugiardino digitale nelle confezioni dei device e accompagnarlo con una comunicazione ampia, chiara e continua.
Ma il nostro appello è rivolto anche ai pediatri, agli insegnanti, agli allenatori, agli educatori, ai parroci e a tutta la comunità educante: leggiamolo insieme alle famiglie, spieghiamolo e aiutiamole a trasformare quelle indicazioni in comportamenti quotidiani. Il bugiardino digitale, proprio come quello che tutti noi conosciamo e consultiamo prima di somministrare un farmaco a nostro figlio, potrebbe essere una soluzione semplice, concreta e utile.
Perché la tecnologia non va demonizzata, ma uno strumento potente richiede conoscenza, consapevolezza e responsabilità.
Una multa può chiudere un processo. Un divieto può limitare un comportamento.
Un algoritmo può essere modificato.
Ma nessuna tecnologia potrà mai sostituire completamente un adulto informato, consapevole e presente. Senza demonizzare la tecnologia, insegniamo a utilizzarla bene. Perché proteggere i nostri ragazzi non significa semplicemente tenerli lontani dagli schermi.
Significa insegnare loro a vivere anche dentro il mondo digitale senza esserne dominati.

