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6 ottobre 2025: Verde urbano e salute

Tempo di lettura: 2 mins

Il verde urbano ha effetti positivi sulla salute, il clima, la biodiversità. Nell’ambito delle ricerche sui co-benefici ambiente-salute l’estensione, la qualità e la localizzazione del verde è infatti un fattore critico che assume un ruolo via via più importante nella pianificazione urbana. Questo incontro intende fare il punto sui risultati e le ricerche in corso nei progetti PNC “Salute, Ambiente, Biodiversità e Clima” e aprire una discussione con ricercatori e stakeholder, a partire da Milano.

12:30 -14:00 Visita del Boscoincittà e light lunch 

14:00-14:15
Verde urbano e salute: evidenze e prospettive 
Paola Michelozzi - DEPLAZIO

14:15-14:30
Aree verdi, ondate di calore e salute a Milano
Antonio Russo - ATS Milano

14:30-14:45
Il ruolo del verde urbano per mitigare l’inquinamento atmosferico in una zona portuale. Il caso studio di Genova
Enrica Roccotiello - UNIGE

14:45-15:00
Benefici delle aree verdi e blu per la salute e per l’ambiente: il caso studio di Roma nel contesto del progetto VeBS
Chiara Badaloni - DEPLAZIO

15:00-15:15
Il caso studio di Bari il verde urbano per mitigare l’inquinamento e il caldo
Giovanni Sanesi - UNIBA
Valerio Giannico - ASL Taranto

15:15-15:30
La promozione dei co-benefici di salute nel contrasto ai cambiamenti climatici e il ruolo verde urbano 
Francesca de'Donato - DEPLAZIO

15:30-16:30
Discussione con: Damiano Di Simine (Legambiente), Anna Gerometta (Cittadini per l’aria), Raniero Maggini (Cittadianzattiva), Giorgio Vacchiano (Unimi)
Modera: Luca Carra

Scarica il programma

Il Boscoincittà è raggiungibile in auto dal centro di Milano percorrendo la via Novara, mentre arrivando da fuori Milano è consigliata l'uscita San Siro Stadio/Settimo Milanese della Tangenziale Ovest, in direzione Milano. E' raggiungibile inoltre con l'autobus 80 - linea De Angeli/Molino Dorino, che ferma anche alla M5 San Siro Stadio - fermata via San Romanello/via Novara. La cascina San Romano si trova all'interno del Boscoincittà ed è raggiungibile in pochi minuti a piedi dagli ingressi con parcheggio di via Novara 300 (più ampio) e via Novara 390.

 


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Terapie riparative? No grazie: non c’è niente da riparare

Coppia con bandiera arcobaleno

Le cosiddette terapie riparative dell’omosessualità e delle identità transgender, sono pratiche condannate dalla comunità scientifica internazionale, ma un’offerta persiste in diversi Paesi, tra cui l’Italia. La UE non è riuscita a vietarle. La strada verso l’accettazione degli orientamenti di genere è ancora lunga, come ci indica drammaticamente la cronaca.
Foto di Norbu GYACHUNG su Unsplash
 

Il nodo è venuto al pettine: più di un milione di cittadini dell’UE ha chiesto alla Commissione Europea di vietare in tutti gli Stati membri le cosiddette terapie riparative dell’omosessualità e delle identità transgender, interventi medici e psicologici che la comunità scientifica internazionale da tempo ha giudicato inutili e nocivi, ma che vengono ancora praticati e tollerati in alcuni Paesi. Al momento, però, non esistono le condizioni politiche per raggiungere l’unanimità del Consiglio dell’Unione Europea, che occorre per approvare una decisione in tal senso.