fbpx I geni della resisteza | Page 7 | Scienza in rete

I geni della resisteza

Read time: 1 min

Delusi perchè i vostri tentativi nella corsa di resistenza non danno i risultati sperati? Non buttatevi a terra: probabilmente la colpa non è dell’allenamento, ma di natura genetica. Questo almeno sembrerebbe il risultato emerso da uno studio appena pubblicato su Physiological Genomics.
Un team di ricercatori ha esaminato 155 atleti di livello nazionale e internazionale suddivisi in due gruppi: quelli specializzati in gare di velocità (100-200 metri e salto in lungo) e quelli dediti a gare di resistenza (maratona e 10 mila). I due gruppi di atleti, inoltre, sono stati ulteriormente differenziati in base alla qualità delle loro prestazioni. Lo studio, poi, prevedeva un gruppo di controllo costituito da 240 individui sani non dediti ad attività di atletica.
Dalla ricerca è emerso che gli atleti delle gare di resistenza appartenenti alla fascia dei migliori presentano più frequentemente degli sprinter una variazione del gene NRF2. Anche per i maratoneti di livello più modesto la situazione è molto simile, benché le differenze con gli sprinter non siano così pronunciate come per gli atleti d’élite.
Lo studio, comunque, non stabilisce un legame causa-effetto tra la variazione del gene e la capacità di resistenza, ma un semplice legame statistico. Per scoprire esattamente il ruolo del gene NRF2 nelle prestazioni di resistenza, insomma, sarà necessario un supplemento di indagine.

Physiological Genomics - ScienceDaily

Autori: 
Genetica

prossimo articolo

Biliardini nella Striscia di Gaza

biliardino su mappa della Striscia di Gaza

Durante la Guerra civile spagnola, Alejandro Campos Ramírez, combattente per la Repubblica, pensò che il biliardino avrebbe potuto aiutare i tanti bambini che avevano perso le gambe a continuare a giocare a calcio. L’impatto delle amputazioni causate dai conflitti è drammatico e richiede risorse tecnologiche e disponibilità di personale difficili da trovare. La Striscia di Gaza è il territorio con il più alto numero di bambini e bambine amputati. Ma nessuno pensa ai biliardini. 

L'assistenza specialistica in contesti di crisi umanitaria è difficile da garantire e molto impegnativa. Ostacoli nell'accesso alle cure possono persistere per molto tempo. La situazione nella Striscia di Gaza è esemplare a tale proposito: dal 2006, il blocco israeliano limita gli spostamenti all’interno e attraverso i punti di ingresso, spingendo il sistema sanitario locale al collasso per la carenza di farmaci essenziali, di attrezzature e di personale sanitario, negando spesso ai pazienti i permessi necessari per cercare cure salvavita all'estero.