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Biodinamica è più salutare

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Le fragole coltivate con metodi biodinamici sono più ricche di antiossidanti e hanno una maggiore attività antiproliferativa rispetto a quelle coltivate con tecniche tradizionali. L’uso di fertilizzanti organici, il rispetto della biodiversità del suolo e la rinuncia a pesticidi chimici induce le fragole a sintetizzare una quantità superiore di molecole bioattive come acido ascorbico e fenoli.

Lo hanno dimostrato alcuni ricercatori dell’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione in collaborazione con altri colleghi dell’Università di Bologna, che hanno anche cimentato gli estratti dei frutti coltivati nei due diversi modi con cellule umane di carcinoma del colon (Caco-2) su cui, oltre all’attività antiossidante, hanno dimostrato anche quella antiproliferativa. Il tipo di coltivazione può dunque influenzare la sintesi e l’accumulo di composti fitochimici, almeno nelle fragole: se ciò sia vero anche per altri vegetali è ancora da appurare.

J Food Science 2010; 75: 94

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Agricoltura

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La quotidianità dell’endometriosi

disegno di donna stesa su sfondo viola

Per anni è stato liquidato tutto come “normale”: il dolore mestruale, la stanchezza, il disagio. Ma per chi vive con l’endometriosi, quella normalità è una gabbia fatta di sintomi ignorati e diagnosi che arrivano troppo tardi. Tra invalidazione medica, auto-diagnosi e percorsi a ostacoli, le testimonianze raccolte raccontano una realtà ancora poco ascoltata — ma che oggi, finalmente, inizia a emergere.

In copertina: illustrazione di Chiara Simeone (@xenophilius)

Abbiamo sentito parlare di endometriosi. Ma abbiamo mai ascoltato davvero?

«Crampi così forti da non andare a scuola, spossatezza cronica, trascinavo il mio corpo da un luogo all’altro, annebbiamento mentale, rapporti sessuali dolorosi, eppure tutti intorno a me dicevano che in realtà stavo bene». È così che C., 24 anni, racconta la sua esperienza con l’endometriosi prima della diagnosi. «Se i medici ti dicono che non hai nulla, inizi a pensarlo anche tu: prima della diagnosi, non ho mai pensato che quei sintomi fossero ‘anormali’».