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Vaccini, immunità innata e ricerca italiana

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I vaccini sono ancora oggi la migliore strategia per la nostra salvaguardia. L'immunità innata, o naturale, è la prima linea difensiva che l'organismo mette in atto quando si avverte la presenza di una minaccia. Abbiamo approfondito l'importanza per la nostra salute di questi due fattori con Alberto Mantovani, immunologo e direttore scientifico dell'Istituto clinico Humanitas. Con lo scienziato italiano più citato al mondo abbiamo inoltre analizzato a che punto è la ricerca italiana in questi specifici ambiti.


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L’incredibile e triste storia dei nuovi studi sul vaccino contro l’epatite B

fiala di vaccino con siringa

Con il pretesto della Gold Standard Science, il Dipartimento per la Salute diretto da Robert Kennedy intende finanziare con 1,6 milioni di dollari uno studio in Guinea Bissau sulla vaccinazione alla nascita contro il virus dell’epatite B. Procedura in uso negli Stati Uniti dal 1991. L’intento non è quello di aumentare la copertura vaccinale nel Paese africano, ma mettere a confronto un vaccino già noto con l’assenza di vaccino. Con sommo sprezzo dell’etica della ricerca

Partiamo da qui per raccontare una storia lunga, che ancora non si è conclusa.
È il 1991, la commissione per i vaccini dei Centers for Diseases Control (ACIP, Immunization Practices Advisory Committee) consiglia per la popolazione degli Stati Uniti la prima dose di vaccino per il virus dell'epatite B (HBV) alla nascita (che vuol dire entro 24 ore dalla nascita). Le successive due dosi dopo uno e sei mesi.