fbpx La salute di tutti, nessuno escluso | Page 19 | Scienza in rete

La salute di tutti, nessuno escluso

Read time: 3 mins

1° Convegno annuale INMP

La salute di tutti, nessuno escluso

 

Perché la salute di poveri e migranti sia tutelata quanto quella del resto della popolazione; perché le disuguaglianze socioeconomiche e culturali non si traducano in malattie e anni di vita perduti. Questa la missione dell’INMP, che il 2 dicembre organizza presso la propria sede il convegno “La salute di tutti, nessuno escluso”. 
“È il primo convegno annuale dell’INMP e costituisce un’occasione importante per capire come la sanità pubblica si stia muovendo per contrastare le disuguaglianze di salute e per assistere le fasce più deboli della società in questo momento storico segnato dalla crisi” spiega il direttore dell’Istituto Concetta Mirisola: “Esporremo i nuovi progetti dell’Istituto, in particolare la Rete nazionale per le problematiche di assistenza in campo sociosanitario legate alla povertà e alle migrazioni, e l’Osservatorio epidemiologico nazionale. La collaborazione fra tutti gli attori dell’assistenza e della ricerca a livello centrale e locale è il presupposto per costruire davvero una società più sana, solidale e coesa”.
PER UNA SALUTE PIÙ EQUA Il convegno, introdotto dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, farà il punto sullo stato di salute della popolazione più vulnerabile, a partire dai risultati del Libro Bianco sulle disuguaglianze di salute elaborato grazie a una iniziativa interregionale e sostenuto anche dall’INMP, di cui riferirà il coordinatore dell’opera Giuseppe Costa (Università di Torino). Ma il convegno sarà soprattutto l’occasione per conoscere la nuova strategia per orientare all’equità le politiche della salute, che l’INMP sta elaborando insieme alle Regioni e gli altri stakeholder.
LA RETE E L'OSSERVATORIO L’assistenza sociosanitaria alle sacche di emarginazione presenti sul territorio nazionale deve necessariamente essere condotta in modo coordinato dalle realtà sanitarie locali. Da qui la nascita della Rete Nazionale di operatori dedicati alla ricerca e alla cura degli “ultimi”, volta a rendere efficace ed omogenea sul territorio l’azione di contrasto delle disuguaglianze. L’azione della Rete è sostenuta dall’Osservatorio epidemiologico nazionale su disuguaglianze e migrazione, che ha già in corso un monitoraggio specifico delle principali città metropolitane.

 


LA MIGRAZIONE E LA SALUTE GLOBALE Il convegno vuole fare chiarezza anche sui molti pregiudizi che circondano la presenza dei migranti in Italia, sul loro stato di salute e sulla vera dimensione del fenomeno. Come spiegherà nella sua relazione Mark Johnson (De Monfort University, UK), l’approccio alla salute dei migranti deve tener conto delle diversità culturali che contraddistinguono le diverse popolazioni. “Ed è proprio per questo che l’INMP ha messo a punto un modello di assistenza in cui la clinica si affianca alla presa in carico complessiva della persona, con l’aiuto di psicologi, antropologi e mediatori culturali specializzati - spiega Concetta Mirisola. “È importante,  peraltro, che l’assistenza sanitaria sia di buona qualità per tutti - fortunati e meno fortunati - e sia quindi fonte di giustizia ma anche di protezione dell’intera collettività”.
Le due tavole rotonde che seguono le relazioni verranno introdotte dalla presidente del Consiglio di indirizzo dell’INMP Livia Turco.

Convegno

prossimo articolo

Morti improvvise e vaccino anti Covid: il vaccino protegge molto di più

fiala di vaccino contro COVID

Uno studio canadese molto solido, costruito sui registri sanitari dell’Ontario, ha preso in considerazione oltre 6 milioni di persone, usando dati già ripuliti dai fattori di confondimento. I risultati confutano l’ipotesi che la vaccinazione contro Sars-CoV-2 comporti un rischio aggiuntivo di morte improvvisa per persone apparentemente sane di età tra 12 e 50 anni. È abbastanza per mettere la parola fine alle polemiche sull’aumento di morti improvvise da vaccino: la malattia è più pericolosa.

Sono passati sei anni dall’inizio della pandemia da Sars-CoV-2 e negli ultimi cinque più di 100 milioni di dosi di vaccini sono state somministrate, in una campagna di immunizzazione mondiale che non ha precedenti per dimensioni e tempistica.

La pandemia si è esaurita, la gravità dei quadri clinici dovuta alle infezioni si è fortemente attenuata (soprattutto grazie all’immunità indotta dalle vaccinazioni) e nuovi tasselli di conoscenze scientifiche si aggiungono a quanto già acquisito in corsa.