fbpx Lista rossa per le piante medicinali | Page 3 | Scienza in rete

Lista rossa per le piante medicinali

Read time: 1 min

Oltre 15.000 piante medicinali, tra cui la Taxus wallichiana e la Prunus Africana, utilizzate nella cura di diverse malattie, dal cancro alla malaria, sono a rischio di estinzione. Lo denuncia il gruppo internazionale di conservazionisti Plantlife che in un recente rapporto ha classificato le piante medicinali in tutto il mondo. Secondo il rapporto, un terzo di tutte queste piante sono a rischio di estinzione. L'erosione delle specie è documentata in Cina, India, Kenya, Nepal, Tanzania e Uganda. Secondo Plantlife un rimedio utile sarebbe quello di incentivare le comunità locali di agricoltori a prendersi cura delle piante medicinali.

Ecologia

prossimo articolo

Di che cosa parliamo quando parliamo di TEA

Campo coltivato di cereali al tramonto

Negli ultimi anni, le tecniche di ingegneria genetica e la cosiddetta “evoluzione assistita” (TEA) hanno riacceso il dibattito, in campo non solo scientifico, ma anche economico e culturale. La questione centrale può essere riassunta in una domanda: è davvero possibile, con le tecnologie attuali, intervenire sul DNA di una pianta coltivata per renderla più resistente senza dover fare i conti con implicazioni più ampie, di tipo biologico, evolutivo, agroecologico e persino filosofico? Crediti immagine: Yosi Azwan su Unsplash

L’annuncio del prossimo arrivo di nuove varietà di piante coltivate definite TEA (Tecniche di Evoluzione Assistita, interpretazione italiana di New Genetic Techniques) riaccende il dibattito su quanto la genetica possa realisticamente ottenere in termini di aumento delle produzioni alimentari e su come, modificando uno o pochi geni del corredo genetico, si possano aumentare stabilmente le resistenze a stress e parassiti, migliorare la sicurezza alimentare nei suoi diversi risvolti di sostenibilità, di equità e di etica.