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Lista rossa per le piante medicinali

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Oltre 15.000 piante medicinali, tra cui la Taxus wallichiana e la Prunus Africana, utilizzate nella cura di diverse malattie, dal cancro alla malaria, sono a rischio di estinzione. Lo denuncia il gruppo internazionale di conservazionisti Plantlife che in un recente rapporto ha classificato le piante medicinali in tutto il mondo. Secondo il rapporto, un terzo di tutte queste piante sono a rischio di estinzione. L'erosione delle specie è documentata in Cina, India, Kenya, Nepal, Tanzania e Uganda. Secondo Plantlife un rimedio utile sarebbe quello di incentivare le comunità locali di agricoltori a prendersi cura delle piante medicinali.

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Più scienziati anziani, meno innovazione nella ricerca

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Uno studio su 12,5 milioni di ricercatori e ricercatrici suggerisce che con l’età gli scienziati tendano a diventare meno disruptive, meno inclini cioè a produrre idee capaci di cambiare paradigma. Cresce invece la capacità di integrare e consolidare conoscenze già esistenti. Il fenomeno, definito “Nostalgia Effect”, porta a riflettere su una comunità scientifica sempre più gerontocratica, dove il rischio non è l’irrilevanza dei senior, ma un equilibrio alterato tra innovazione radicale e sedimentazione del sapere.

C’è una certa ironia nel leggere, per me che ho una “età accademica” piuttosto avanzata, un articolo che sostiene, dati alla mano, che gli scienziati anziani tendono a diventare meno disruptive, cioè meno capaci di produrre quelle idee che ribaltano i paradigmi esistenti. Ironia doppia, se nel frattempo ci si accorge di aver appena citato, per l’ennesima volta, un lavoro del 1987 convinti che «resti ancora fondamentale».