fbpx Più antichi i pinguini | Page 27 | Scienza in rete

Più antichi i pinguini

Read time: 1 min

Probabilmente qualcosa va rivisto nei tradizionali test di datazione genetica che si basano sull'analisi del DNA. Uno studio recentemente pubblicato su Trends in Genetics e riguardante l'analisi del DNA mitocondriale di pinguini morti migliaia di anni fa in Antartide, infatti, ha mostrato la presenza di possibili pesanti errori di datazione.

Lo studio ha preso in considerazione il materiale genetico proveniente dalle ossa di pinguini la cui morte, determinata grazie all'impiego di altre tecniche, risale a epoche che vanno da 250 fino a circa 44 mila anni fa. Un'indagine possibile perchè, a differenza di quanto avviene nelle regioni temperate, le condizioni climatiche dell'Antartide permettono la perfetta conservazione del materiale genetico anche per decine di migliaia di anni.

Stando alle conclusioni dei ricercatori, un campione di materiale genetico datato impiegando le tecniche attualmente in uso potrebbe in realtà essere da una a sei volte più antico. Naturale, a questo punto, chiedersi quanto possano essere attendibili le datazioni basate sull'attuale analisi mitocondriale.

Fonti: OSU, Trends in Genetics

Autori: 
Sezioni: 
Genetica

prossimo articolo

Citazioni, h-index e highly cited: perché Clarivate, Scopus e Google Scholar non raccontano la stessa storia

disegno di metro su sfondo con neon

Tre database, tre misure diverse dello stesso fenomeno. Capire le differenze non è un dettaglio tecnico: è il presupposto per usare le metriche senza esserne ingannati.

Immaginate un ricercatore che deve comunicare il proprio h-index in una domanda di finanziamento. Apre Web of Science: il numero è, diciamo, 31. Apre Scopus: 38. Apre Google Scholar: 47. Tre piattaforme, tre numeri, nessuna contraddizione interna a ciascuna — eppure nessuna convergenza tra loro. Quale valore è quello “giusto”? La domanda è mal posta, e il disagio che genera è il punto di partenza di questo articolo.