fbpx Differenziazione sessuale: non solo una questione di x e y | Scienza in rete

Differenziazione sessuale: non solo una questione di x e y

Primary tabs

Tempo di lettura: 3 mins

Forse non ve ne siete mai accorti ma maschi e femmine del moscerino della frutta differiscono leggermente, da dove derivano queste differenze? Dai cromosomi X e Y direte voi. La risposta è corretta ma, secondo uno studio pubblicato su Genetics, la rivista dell’American Genes Society, anche un piccolo gruppo di geni gioca un ruolo chiave nella differenziazione sessuale.

Il dimorfismo sessuale, ovvero la differenza tra individui della stessa specie ma di sessi diversi, lo ritroviamo ampiamente in tutto il regno animale. Insetti, pesci, rettili, uccelli mammiferi, in tutti questi casi gli ormoni e i geni danno forma al potenziale morfologico, comportamentale e riproduttivo dei due sessi fino al completo sviluppo e all’età adulta degli individui.
La drosophila non è diversa dagli altri animali e le differenze tra individui maschi e femmine sono molte. Per esempio le femmine sono il 25% più grandi dei maschi, sono più chiare e hanno più segmenti addominali.

Com’è possibile che centinaia, se non migliaia, di geni si esprimano in modo diverso per produrre individui di due sessi diversi? Mentre in passato la maggior parte delle ricerche si sono concentrate sul cercare di capire come i geni che codificano le proteine agiscano da discriminanti per quanto riguarda il sesso di un individuo, al CSHL, il Cold Spring Harbor Laboratory gli scienziati hanno scoperto che un sottogruppo di geni che codificano corte molecole di microRNA (i let-7 link: http://en.wikipedia.org/wiki/Let-7_microRNA_precursor) a loro volta giocano un ruolo fondamentale nella differenziazione.

Un microRNA è un corto segmento di RNA che regola l’attivazione di uno o più geni che codificano le proteine e il team di ricerca ha osservato che, negli individui dei due sessi di drosophila, esistono diverse popolazioni di microRNA.
“Abbiamo trovato che le differenze nei microRNA sono importanti nel dar forma alle strutture che distinguono i due sessi” - ha commentato Delphine Fagegaltier, primo autore dello studio - “infatti, i microRNA regolano esattamente le proteine che determinano il sesso dell’individuo durante lo sviluppo.”

Il team ha inoltre scoperto che i microRNA sono essenziali nella differenziazione sessuale anche dopo che l’individuo è diventato adulto tanto che secondo Fagegaltier: “i microRNA mandano segnali che permettono alle cellule di germinare. Per esempio permettono agli ovuli o agli spermatozoi di svilupparsi, assicurando la fertilità dell’individuo adulto. Abbiamo inoltre osservato che rimuovere un microRNA da un individuo adulto causava infertilità”. Ancor più di questo, senza il microRNA, i ricercatori si sono accorti che i moscerini della frutta cominciavano a produrre entrambi i determinanti sessuali, maschili e femminili.

Alcuni microRNA esaminati nello studio, per esempio let-7, sono stati preservati durante l’evoluzione per la loro utilità, non solo gli esseri umani ma molti altri animali hanno una versione di questi geni. “Probabilmente questa è solo la punta dell’iceberg” – ha commentato Fagegaltier – “ci possono essere molti altri microRNA che regolano l’identità sessuale a livello cellulare e dei tessuti e abbiamo ancora molto da imparare su queste differenze negli esseri umani e su come possono contribuire ai difetti dello sviluppo o alle malattie dello sviluppo.”


Scienza in rete è un giornale senza pubblicità e aperto a tutti per garantire l’indipendenza dell’informazione e il diritto universale alla cittadinanza scientifica. Contribuisci a dar voce alla ricerca sostenendo Scienza in rete. In questo modo, potrai entrare a far parte della nostra comunità e condividere il nostro percorso. Clicca sul pulsante e scegli liberamente quanto donare! Anche una piccola somma è importante. Se vuoi fare una donazione ricorrente, ci consenti di programmare meglio il nostro lavoro e resti comunque libero di interromperla quando credi.


prossimo articolo

Clima, ambiente e conflitti: implicazioni etiche per la medicina e la garanzia della cura

Disegno ad acquarello del mondo con accanto uno stetoscopio

Cambiamento climatico, degrado ambientale e aumento delle disuguaglianze sono minacce per la salute pubblica in Europa. In parallelo, il deterioramento del contesto geopolitico e l’aumento della spesa militare rischiano di sottrarre risorse alla prevenzione sanitaria, alla mitigazione climatica e al rafforzamento dei sistemi sanitari. I dati epidemiologici indicano che i rischi ambientali sono responsabili in Europa di più di 200.000 morti premature ogni anno, mentre i rischi climatici aumentano in frequenza e intensità. Allo stesso tempo, i conflitti armati e la crescente militarizzazione delle politiche di sicurezza sollevano interrogativi sulle priorità di investimento pubblico. Come possiamo integrare la salute umana nelle strategie di sicurezza europea? Una proposta è adottare un paradigma di sicurezza fondato su salute umana, stabilità degli ecosistemi e cooperazione internazionale. Integrare la salute nelle politiche energetiche, industriali e di sicurezza, insieme alla promozione della sostenibilità dei sistemi sanitari, può contribuire a costruire un modello di governance europea più resiliente ed equo. In questo contesto, la professione medica è chiamata a svolgere un ruolo etico e civico nel promuovere politiche orientate alla tutela e al diritto alla salute e alla garanzia della cura.

Immagine di copertina generata con ChatGPT
 

Negli ultimi decenni, il concetto di sicurezza ha subito una profonda trasformazione. Tradizionalmente associata alla difesa militare degli Stati e alla protezione dei confini nazionali, oggi la sicurezza include dimensioni economiche, energetiche, ambientali e sanitarie.