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ISPRA, l'annuario dati rapporto ambientale e rifiuti

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Qualità dell’aria in Italia - soddisfacente nel 2012 per il biossido di zolfo e il benzene, insoddisfacente per particolato atmosferico, ozono, biossido di azoto e benzo(a)pirene) - mare - la presenza di alghe come l'Ostreopsis ovata, di origine tropicale e potenzialmente tossica, è andata aumentando tra 2007 e 2013, in particolare, l’anno scorso la microalga è stata rilevata in 12 regioni costiere - suolo e territorio - il consumo di suolo viaggia ad una media di oltre 8 m2 al secondo a livello nazionale, già segnalato dall’ISPRA con un evento dedicato al tema - ambiente urbano e benessere - per ciò che riguarda i pollini, ad esempio, il Ministero della Salute prevede il 50% di bambini allergici nel 2020.
Scorrendo l’Annuario dei dati ambientali, così come il Rapporto Rifiuti Urbani, entrambi presentati oggi a Roma alla presenza del Ministero dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, appare evidente come il filo rosso che sembra legare i due Report, è il fatto che i problemi del nostro ambiente sono quasi tutti causati dall’uomo, che sembra essere il vero responsabile dei diversi fattori di pressione. Tra i tanti dati forniti dai due Report, si evidenziano, in particolare, quelli legati al rumore (Annuario) e quelli relativi alla produzione e alla raccolta differenziata dei Rifiuti.

L’Italia è un paese rumoroso, dove l’inquinamento acustico rappresenta ormai uno dei maggiori problemi ambientali. Secondo l’Annuario dei dati ambientali dell’ISPRA, che in questa edizione si presenta con ben 7 prodotti, il 42,6% delle sorgenti di rumore oggetto di controllo, nel 2012, ha presentato almeno un superamento dei limiti normativi. I controlli sono stati più diffusi per quanto riguarda le attività di servizio e commerciali (il 57,7%) seguite dalle attività produttive (31,5%): una delle possibili risposte a questo problema sempre più sentito è la classificazione acustica, che deve essere approvata dai comuni: al 31 dicembre 2012 esisteva solo nel 51% dei centri abitati italiani. Le regioni con la percentuale di comuni zonizzati più elevata rimangono Marche e Toscana (97%), Valle d’Aosta (sale al 96%), Liguria (84%), Lombardia (sale all’83%), mentre quelle che registrano percentuali inferiori al 10% sono Abruzzo (7%), Sardegna (3%) e Sicilia (1%). La percentuale di popolazione residente in comuni che hanno approvato la classificazione acustica è pari al 56,5%, con forte disomogeneità sul territorio nazionale.
Sul versante rifiuti urbani, confermato, anche per il 2013, il trend in calo degli ultimi anni essenzialmente dovuto alla crisi economica. Nel 2013 l’Italia ha prodotto quasi 400 mila tonnellate in meno rispetto al 2012 (-1,3%), - 2,9 milioni di tonnellate rispetto al 2010 (-8,9%), un valore inferiore anche a quello del 2002. La Campania al secondo posto tra le Regioni che fanno la differenza al sud, differenziando quasi la metà dei rifiuti prodotti ( 44%), il secondo posto dopo la Sardegna (51%).
Il Report sui rifiuti urbani, alle analisi dei dati relativi a produzione, raccolta differenziata, gestione e costi dei servizi di igiene urbana, oltre al trasporto transfrontaliero, quest’anno aggiunge i risultati del censimento relativo ai Comuni che hanno effettuato il passaggio a TARES.

Ufficio Stampa ISPRA

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Ambiente

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