fbpx Cerimonia di intitolazione dell’istituto a “Margherita Hack” | Scienza in rete

Cerimonia di intitolazione dell’istituto a “Margherita Hack”

Read time: 1 min

Sabato 7 giugno avrà luogo cerimonia di intitolazione dell’Istituto Comprensivo di Baluardo Partigiani all’astrofisica Margherita Hack.
Il programma prevede,  presso il cortile della scuola, alle 9.30, la cerimonia di intitolazione alla presenza delle autorità, alla quale farà seguito una ‘presentazione’ della figura della scienziata fiorentina da parte dello scrittore e divulgatore Pietro Greco.
Alle 10 i presenti saranno intrattenuti dai piccoli delle scuole di infanzia, primaria e secondaria che presenteranno il progetto “Non solo stelle”, al quale hanno lavorato negli ultimi mesi. A seguire, alle 10.30, “Vallaria”, progetto della primaria Ferrandi e, alle 11, “L’universo di Margherita”, della primaria “Buscaglia”. Si chiude alle 11.30 con “La via lattea” (progetto musicale scuola secondaria Morandi). A mezzogiorno il rinfresco, offerto dal Comitato Genitori scuola secondaria di 1°grado e dalla scuola Panificatori di Vignale.

Programma:

 ORE 9.30       Cerimonia di intitolazione con le autorità

                      Pietro Greco scrittore e divulgatore scientifico presenta MARGHERITA HACK

ORE 10.00     “Non solo stelle

 (progetto infanzia/primaria/secondaria)

ORE 10.30     “Vallaria” 

(progetto primaria Ferrandi)

ORE 11.00     “L’universo di Margherita

(progetto primaria Buscaglia)

ORE 11.30     “La Via Lattea

(progetto musicale scuola sec. Morandi)

ORE 12.00      RINFRESCO

(offerto dal Comitato Genitori scuola secondaria di 1°grado e dalla scuola Panificatori di Vignale) 


Sezioni: 
Astrofisica

prossimo articolo

Malattie rare e farmaci orfani: è solo un problema di tempo?

mano con pillola

Tra fondi alla ricerca e iter agevolati, l’Europa sostiene da più di vent’anni lo sviluppo dei farmaci per le malattie rare. In Italia il percorso verso la rimborsabilità sembra rallentare un sistema già ben avviato

Di quando è nata Sofia ricordo soprattutto la gran confusione che si viveva in quei giorni nella mia famiglia. «Fibrosi cistica? Ne sei sicura?» chiedeva mia madre seduta vicino al telefono. All’inizio si parlò di distrofia muscolare, un’altra malattia rara che in quei momenti confusi passava da una cornetta all’altra. Fino a quando non arrivò la diagnosi definitiva e le parole «fibrosi cistica» - che fino a quel momento avevamo sentito forse qualche volta in televisione - giunsero come una certezza. Ci si chiedeva cosa sarebbe successo da quel momento: esisteva una cura?