fbpx Con “La battaglia delle menti” il CIMeC a Wired Next Fest | Page 15 | Scienza in rete

Con “La battaglia delle menti” il CIMeC a Wired Next Fest

Read time: 3 mins

Con l’exhibit “La battaglia delle menti” e un seminario dal titolo “Pensiero stupendo. Quando il cervello controlla il computer”– entrambe proposte del Centro Mente/Cervello (CIMeC) - anche l’Università di Trento parteciperà alla seconda edizione del Wired Next Fest, il festival dell’innovazione del mensile Wired che si svolgerà dal 16 al 18 maggio a Milano, al Museo Civico di Storia Naturale (Corso Venezia 55), planetario e giardini Indro Montanelli.

“La battaglia delle menti” illustrerà i principi di funzionamento delle interfacce neurali o BCI (dall’inglese Brain-computer interface), dispositivi in grado di leggere i segnali elettromagnetici provenienti dal cervello, e i visitatori potranno, attraverso le proprie onde cerebrali, guidare la velocità di un robot in una vera e propria “battaglia delle menti”. Jens Schwarzbach del CIMeC, coordinatore del gruppo del CIMeC presente all’evento e composto da Angelika Lingnau, Giacomo Ariani e Seth Levine, approfondirà l’argomento delle interfacce neurali e del funzionamento del nostro cervello nel corso dell’intervento in programma sabato pomeriggio (alle 17.15, Yellow Dome, Museo) dedicato alla relazione esistente tra attività cerebrale, stati mentali e comportamento. Jens Schwarzbach illustrerà le applicazioni delle interfacce neurali in ambito clinico-terapeutico (neurofeedback, neuroprotesi) e nella ricerca di base, per esempio attraverso la visualizzazione dell’attività cerebrale in tempo reale (real time fMRI).

Perchè questo exhibit? «Mi interessa capire come prendiamo le decisioni, come integriamo le informazioni in nostro possesso e come giungiamo ad assegnare un significato a quanto vediamo, udiamo, annusiamo o sentiamo e a che cosa ce ne facciamo di tutto questo» spiega Jens Schwarzbach. «Credo che l’osservazione dell’attività cerebrale mentre prendiamo una decisione ci possa aiutare a capire come funzionano questi processi psicologici. Per questo sono diventato un neuroscienziato cognitivo. Le neuroscienze cognitive tentano di collegare la Psicologia con le Neuroscienze; ad esempio, tentano di collegare la scienza che spiega la nostra esperienza del mondo, e i comportamenti che adottiamo, con la scienza che studia in che modo il comportamento origina dall’attività dei neuroni del nostro cervello. La mente e il cervello sono collegati? Sono uno il prodotto dell’altro? E’ sicuramente una domanda difficile alla quale anche noi tentiamo di dare una risposta: abbiamo costruito una piccola automobile, la cui velocità è controllabile dalle onde cerebrali. E’ interessante notare che tali onde, e quindi la velocità del robot, possono essere modificate attraverso processi psicologici come la memoria, l’attenzione e le emozioni. Oppure è l’inverso ed è cambiando le onde cerebrali che modifichiamo il modo in cui sentiamo e pensiamo? Queste domande stanno diventando via via più importanti nella psicoterapia, nella riabilitazione e nella ricerca di base. La nostra auto lo dimostra: chi ne modifica la velocità? Le onde cerebrali? La mente? Non è forse lo stesso?».

Il Direttore del CIMeC, Giorgio Vallortigara ha sottolineato l’importanza dell’incontro tra gli scienziati e i cittadini: «E' molto importante che i ricercatori prendano parte a questi eventi rivolti al pubblico dei non specialisti; le neuroscienze oggidì suscitano un miscuglio di entusiasmo e di inquietudine: cerchiamo allora di dialogare con le persone che fanno altri mestieri in modo che sappiano che ci sono ottime ragioni di entusiasmo e che una conoscenza puntuale di quel che accade nei laboratori di neuroscienze può spazzare via ogni inquietudine».

E, infatti, l’obiettivo della manifestazione, organizzata da Wired con il Comune di Milano e in collaborazione con Codice Idee per la Cultura, è quella di sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni, promuovere e celebrare l’innovazione, la tecnologia e l’eccellenza come elementi chiave per la crescita e lo sviluppo economico, culturale e sociale del nostro paese. L’entrata è libera. Altre informazioni sul programma di quest’anno al sito http://nextfest.wired.it/ 

Ufficio Stampa CIMeC

Sezioni: 
Eventi

prossimo articolo

Recuperare il cammino dopo un ictus: la tecnologia al servizio della cura

Una persona che indossa un esoscheletro a fianco di una fisioterapista in un laboratorio di analisi del movimento

Presso il LAMoBiR dell’IRCCS Fondazione Don Carlo Gnocchi di Milano la riabilitazione delle persone che in seguito a un ictus hanno ridotto la capacità di camminare si basa sullo studio di sistemi che integrano la robotica con la stimolazione elettrica funzionale dei muscoli. In collaborazione con IIT di Genova sono stati realizzati un esoscheletro e un’apparecchiatura per l’elettrostimolazione che offrono vantaggi rispetto a quelli già in uso. I ricercatori invitano le persone colpite dal problema a entrare a far parte dello studio. Immagine realizzata con l'ausilio di Chat GPT.

«Quella mattina mi sono svegliato con un forte mal di testa e ho scoperto di non riuscire a muovere né la mano e la gamba destre, né a parlare». Questa è la testimonianza di Andrea Vianello - noto giornalista della RAI - rilasciata in varie interviste e poi descritta nel libro Ogni parola che sapevo (Mondadori, 2020), in cui racconta il lento e faticoso percorso di recupero seguito all’ictus che lo ha colpito.