fbpx Ranking THE, cresce ancora la posizione di Milano-Bicocca | Page 23 | Scienza in rete

Ranking THE, cresce ancora la posizione di Milano-Bicocca

Read time: 2 mins

L’Università di Milano-Bicocca cresce ancora nella classifica mondiale “Times Higher Education 100 under 50” dedicata alle 100 università del mondo con meno di 50 anni. L’Ateneo passa dal 23° posto del 2013 al 21° di quest’anno.  Due posizioni in più rispetto allo scorso anno e ben quattro in più rispetto al 2011, quando si era classificato al 25° posto.

Milano-Bicocca è il primo Ateneo italiano in classifica, segue al 100esimo l’Università di Roma Tre, che quest’anno entra per la prima volta in classifica.

Il ranking  utilizza gli stessi 13 indicatori generali della Top 400 World Universities Rankings, che includono insegnamento, ricerca, trasferimento tecnologico e internazionalizzazione ma è ricalibrato per riflettere al meglio le caratteristiche delle giovani università.

Le nazioni con più Atenei in lista sono, a pari merito, Regno Unito e Australia (14). Gli Stati Uniti sono presenti con 8, la Spagna con 7 istituzioni, Francia e Germania con 6.

In totale, la classifica delle migliori 100 Università con meno di 50 anni comprende Atenei stanziati in 29 Paesi in tutto il mondo.

Autori: 
Sezioni: 
Università

prossimo articolo

Morti improvvise e vaccino anti Covid: il vaccino protegge molto di più

fiala di vaccino contro COVID

Uno studio canadese molto solido, costruito sui registri sanitari dell’Ontario, ha preso in considerazione oltre 6 milioni di persone, usando dati già ripuliti dai fattori di confondimento. I risultati confutano l’ipotesi che la vaccinazione contro Sars-CoV-2 comporti un rischio aggiuntivo di morte improvvisa per persone apparentemente sane di età tra 12 e 50 anni. È abbastanza per mettere la parola fine alle polemiche sull’aumento di morti improvvise da vaccino: la malattia è più pericolosa.

Sono passati sei anni dall’inizio della pandemia da Sars-CoV-2 e negli ultimi cinque più di 100 milioni di dosi di vaccini sono state somministrate, in una campagna di immunizzazione mondiale che non ha precedenti per dimensioni e tempistica.

La pandemia si è esaurita, la gravità dei quadri clinici dovuta alle infezioni si è fortemente attenuata (soprattutto grazie all’immunità indotta dalle vaccinazioni) e nuovi tasselli di conoscenze scientifiche si aggiungono a quanto già acquisito in corsa.