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Asimmetrie è anche app

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Da oggi è scaricabile gratuitamente dall’App Store e dal Google Play Store, ricca di nuovi contenuti multimediali

La rivista dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) Asimmetrie da oggi è anche una app. Ricca di nuovi contenuti multimediali, è scaricabile gratuitamente dall’App Store, per tablet e smartphone con sistema operativo iOS, e dal Google Play Store, per dispositivi con android. Il numero 16 di Asimmetrie, dal titolo “1964”, oltre che online ed in forma cartacea (appena inviata agli abbonati), può essere letto, quindi, anche sulla maggior parte dei tablet in commercio. La lettura sul tablet è resa ancora più interessante da una serie di “widget”, che mandano a link esterni, video e gallerie di immagini, per approfondire ulteriormente i contenuti trattati nel numero 16.

Indirizzata a non-specialisti, con una particolare attenzione agli studenti delle scuole superiori e ai loro docenti, Asimmetrie rappresenta l’impegno dell’Infn nella diffusione della cultura scientifica. La rivista è un semestrale di informazione e aggiornamento, piena di curiosità e approfondimenti sulla fisica delle particelle, con infografiche e spunti pensati per la didattica, tutto scaricabile gratuitamente dal sito http://www.asimmetrie.it.

Ogni numero di Asimmetrie è una monografia che approfondisce vari aspetti della ricerca in cui è impegnato l’istituto. Nel numero “1964” appena pubblicato il lettore può ripercorrere la storia di 50 anni di intuizioni e ricerche, che hanno portato, tra le varie, anche all’epocale e recente scoperta del bosone di Higgs.

Con una tiratura di 15.000 copie, la rivista cartacea viene distribuita a tutte le scuole medie superiori d’Italia e agli interessati che compilano il modulo di richiesta di abbonamento sul sito.

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Ufficio Comunicazione INFN

Sezioni: 
Divulgazione scientifica

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The sea: il mare come diritto e come sogno

Screenshot dal film The sea

Il dodicenne palestinese Khaled viene respinto al checkpoint, unico in tutta la classe, perché ha partecipato a una manifestazione: per lui quel giorno sarà impossibile vedere il mare. Ma il desiderio rimane, potente, come racconta il regista Shai Carmeli-Pollak nel film The Sea. Un’ora e mezza di buon cinema, coinvolgente, girato da un israeliano e da una troupe mista e prodotto dal palestinese Baher Agbariya.

Immagine: screenshot dal film The sea

Un bambino al mare

Conosco un bambino così povero
che non ha mai veduto il mare.
A Ferragosto lo vado a prendere
in treno a Ostia lo voglio portare.

“Ecco, guarda”, gli dirò
“questo è il mare, pigliatene un po’!”.

Col suo secchiello, fra tanta gente,
potrà rubarne poco o niente:
ma con gli occhi che sbarrerà
il mare intero si prenderà.

Gianni Rodari