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Clima: Cifre, analisi e scenari per le scelte del futuro

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Pubblicato il terzo volume del Rapporto di Valutazione del’IPCC (AR5 - WG3), dedicato alla mitigazione dei cambiamenti climatici: nel testo tutte le informazioni per capire qual è lo spazio delle soluzioni e delle scelte politiche se vogliamo limitare il riscaldamento del Pianeta. Dal CMCC, uno dei centri che maggiormente ha contribuito al report a livello globale, un video per spiegare i contenuti con le parole degli autori italiani.
L’argomento è cruciale e più che mai attuale, se non urgente: la CO2 e gli altri gas serra sono le cause principali dei cambiamenti climatici e se vogliamo limitare il riscaldamento del Pianeta dobbiamo limitarne la produzione. la strada da seguire non è una sola e risponde a una serie di opzioni che vanno utilizzate tutte insieme, in maniera integrata.
I dettagli sono spiegati nella Sintesi per i decisori politici (Summary for Policy Makers - SPM) del volume Climate Change 2014: The Mitigation of Climate Change, terza parte del Quinto Rapporto di Valutazione dei Cambiamenti Climatici dell’IPCC, la più aggiornata e completa raccolta di conoscenze sul tema che abbiamo a disposizione e che oggi è stata presentata al pubblico italiano da Carlo Carraro (Vice-Presidente WG3 IPCC) e Sergio Castellari(Focal Point IPCC per l’Italia).
Le emissioni di gas serra, si legge nel rapporto, sono oggi a livelli mai raggiunti prima e nel decennio che si è chiuso nel 2010 la crescita delle emissioni è stata pèiù rapida che nei tre decenni precedenti. Qualche numero per essere più chiari: nel periodo 2000-2010 il ritmo di crescita è salito al 2,2% l’anno, nel 2010 la curva delle emissioni ha raggiunto il suo vertice con 49 miliardi di tonnellate.
Gli scenari mostrano che la via per limitare l’aumento della temperatura del Pianeta entro i 2°C richiede un taglio molto importante delle emissioni e più ritardiamo le politiche di mitigazione, maggiori dovranno essere gli sforzi e i costi della riduzione delle emissioni.
Maggiori dettagli sui contenuti sono illustrati nel video “Clima, economia e finanza
Tutto quello che dovete sapere sul Rapporto IPCC” (link:http://www.cmcc.it/clima2014) in cui gli autori italiani del rapporto spiegano, con un linguaggio divulgativo e comprensibile anche per i non esperti, le cifre e i contenuti del report, mettendo in evidenza come il tema dei cambiamenti climatici si manifesti sempre più, agli occhi dei decisori politici e della comunità internazionale, come un tema che riguarda non solo l’ambiente, ma soprattutto il benessere delle generazioni future, lo sviluppo sostenibile dei nostri sistemi socio-economici e le possibilità di crescita dei paesi più poveri.
Etica, sostenibilità ed equità si affiancano così a economia, finanza, imprese e relazioni internazionali ed insieme compongono il complesso quadro di analisi sui cambiamenti climatici.
Oltre 230 autori di 58 diversi paesi hanno collaborato al report, e tra questi una parte consistente è giocata dal CMCC, uno dei centri di ricerca al mondo che ha contribuito al WGIII del’AR5 in maniera considerevole con cinque autori (una delle partecipazioni più consistenti per centri di ricerca): Carlo Carraro (Vice- Chair WG3 e Review Editor per il capitolo 16 “Cross-cutting Investment and Finance Issues”); Valentina Bosetti (Lead Author per il capitolo 2 “Integrated Risk and Uncertainty Assessment of Climate Change Response Policies”); Alessandro Lanza (Lead Author per il capitolo 10 “Industry”) Emanuele Massetti  (Lead Author per il capitolo 16 “Cross-cutting Investment and Finance Issues”), Massimo Tavoni (Lead Author per il capitolo 6 “Assessing Transformation Pathways”). 

Ufficio Stampa CMCC

Sezioni: 
Rapporto IPCC

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Anche i terremoti piccoli sono importanti

strada con grossa crepa dovuta a terremoto in california

In alcune sequenze sismiche si osserva una correlazione tra le magnitudo di scosse successive, facendo sperare di poter migliorare i modelli per la previsione probabilistica dei terremoti. Tuttavia, secondo un gruppo di ricercatori dell’Università di Napoli Federico II, quando i dati indicano la presenza di una correlazione è solo perché le scosse più piccole sfuggono alle registrazioni.

Nell’immagine una strada di Fort Irwin, California, il 5 luglio 2019, dopo che tre scosse di magnitudo tra 6,4, 5,4 e 7,1 partirono dalla città di Ridgecrest, cento chilometri più a nord. Credit: Janell Ford/DVIDS.

I sismologi si chiedono da sempre se un terremoto grande preannunci l’arrivo di un terremoto ugualmente grande o più grande. Si interrogano cioè sull’esistenza di una correlazione tra la magnitudo delle scosse registrate durante una sequenza sismica. Secondo un gruppo di sismologi dell’Università di Napoli Federico II, se questa correlazione c’è è dovuta solo al fatto che non sappiamo rilevare tutti i terremoti piccoli durante le sequenze. Tenendo conto dei terremoti mancanti, la correlazione scompare, e con lei la possibilità di trovare eventi precursori di grandi terremoti.